Ci ha tentato nel 2020 in piena pandemia senza fortuna, ci riprova nel 2024 con i tassi ai massimi e le attese che la Bce inizi a tagliarli a partire da giugno. BBVA (57,5 miliardi di capitalizzazione) ha concretizzato quindi una seconda proposta per una fusione in Spagna con Sabadell (10 miliardi di market cap).
Il gruppo con sede a Bilbao ha poi definito alcune specifiche dell’offerta 100% azioni che valorizza la banca target di Alicante oltre 12 miliardi. L'operazione vedrebbe lo scambio di una nuova azione Bbva ogni 4,83 titoli Sabadell, con un premio di circa il 30% rispetto al prezzo di chiusura del 29 aprile.
Gli analisti di Mediobanca Research ritengono che l’operazione abbia senso industriale e alzi l’utile per azione fino al 4% dopo tre anni grazie alle sinergie raggiunte, in linea con la proposta di BBVA. E che l’indice di solidità patrimoniale, il Cet 1 ratio, scenderebbe di 35 punti base il primo giorno di fusione, per assestarsi poi al 13,3% il primo anno, al 13,6% al secondo e al 14,1% al terzo anno, 30 punti base più alto del ratio di BBVA standalone.
La valutazione della realtà combinata sotto il profilo prezzo/valore tangibile (p/te) sarebbe di 0,87 volte per una redditività (Rote) del 12%, a scendere all’11% nel biennio 2025-2026.
Gli analisti di Mediobanca si domandano quale possa essere il razionale di questo assetto bancario. Citano, fra i punti rilevanti, l’ipotesi di una mossa difensiva di BBVA sapendo che Messico e Spagna stanno «correndo a pieno regime e che la fusione porta nuova linfa vitale grazie alle sinergie sui costi» una volta che i ricavi scenderanno per il taglio dei tassi da parte della Bce.
Gli esperti notano poi che, sotto il profilo delle joint venture nei settori del risparmio gestito e dei pagamenti, Sabadell ha annunciato un’operazione con l’italiana Nexi che non si è ancora conclusa. Ma BBVA controlla questo settore in proprio grazie ad elevati volumi di transazioni. E mentre sempre il gruppo di Bilbao detiene una società di gestione del risparmio gestito, l’istituto di Alicante ha un accordo con il gruppo francese Amundi.
L’operazione partita in Spagna avrà un effetto a cascata sulle banche europee, a partire da quelle italiane?
Unicredit, secondo Mediobanca Research, può giocare il ruolo aggregante di BBVA. Ma con un’opzione in più: gli oltre 10 miliardi di capitale in eccesso permettono al gruppo guidato dal ceo Andrea Orcel di poter vedere come procede l’operazione in Spagna, aspettare intanto che la Bce inizi a tagliare i tassi a giugno e capire a quali valutazioni arriveranno le banche in Europa, soprattutto quelle commerciali che hanno beneficiato di più dei rialzi in borsa grazie ai tassi, per un’eventuale operazione di M&A. Che magari non riguarda necessariamente l’Italia, potrebbe essere la Germania, la Polonia o l’Est Europa, dove Unicredit ha già fatto recenti acquisizioni.
Secondo gli analisti di Intermonte, i corsi di Sabadell restano inferiori alla valorizzazione implicita della banca (1,87 euro venerdì 3 maggio) in base al concambio offerto da Bbva, che ai prezzi attuali è di 2,078 euro. BBVA ha cercato anche di rassicurare i sindacati sulle conseguenze dell'operazione, promettendo di evitare «misure traumatiche» nei confronti dei dipendenti. «Dopo la fusione gli azionisti di Banco Sabadell avranno il 16% del nuovo istituto», ha precisato il colosso basco, che propone per il futuro una doppia sede, di cui una a Barcellona, e assicura di voler «preservare la cultura delle due entità».
L'operazione, aggiunge Bbva, creerà una banca «più solida ed efficiente grazie alla complementarietà dei due istituti, dando vita a una delle istituzioni finanziarie più importanti e più solide d'Europa, con attivi totali di oltre mille miliardi e oltre 100 milioni di clienti nel mondo».
«Questa scala maggiore» permetterebbe alle due banche di «affrontare meglio le sfide strutturali del settore». Il cda di Sabadell, da parte sua, si è limitato a dire che «analizzerà adeguatamente tutti gli aspetti della proposta».
L'operazione, notano gli analisti di Intermonte, «creerebbe la seconda banca Ue per capitalizzazione e potrebbe rinnovare i rumors per uno step ulteriore riguardo al consolidamento italiano con Unicredit disposta ad ampliare la sua esposizione nazionale attraverso crescita esterna con Banco Bpm/Mps considerate dalla stampa come possibili prede». (riproduzione riservata)