Quando si accende il risiko, si scaldano anche gli advisor. La seconda fase del consolidamento bancario vedrà in campo una schiera di consulenti di primissimo piano. Tutti gli istituti coinvolti li hanno già scelti, a partire da Intesa Sanpaolo. L’opas da 30,6 miliardi su Mps sarà seguita da PedersoliGattai per la parte legale e da Jp Morgan e Provasoli Advisory Partners per quella finanziaria.
Tre pesi massimi per il ceo Carlo Messina, che ascolterà soprattutto i pareri di Francesco Canzonieri, suo consigliere personale oltre che del presidente di Unipol Carlo Cimbri. È l’ex capo dell’investment banking di Mediobanca ad aver disegnato l’opas di Intesa Sanpaolo. Che con la compagnia assicurativa bolognese è uno dei grandi azionisti di Nextalia, la sgr guidata proprio da Canzonieri.
Il suo piano potrebbe permettere a Ca’ de Sass di mettere le mani su Piazzetta Cuccia e soprattutto sul 13% di Generali che ha in pancia. Un bottino a cui Messina punta ad aggiungere metà degli oltre 1.200 sportelli di Mps. Le restanti filiali dovrebbero andare a Unipol, che invece schiera Rothschild & Co e Chiomenti.
Ma c’è anche un piano alternativo per la banca di Siena, dove ormai «portano tutte le strade» secondo il suo ceo Luigi Lovaglio. Banco Bpm ha proposto al cda di Mps una fusione alla pari, che l’ad Giuseppe Castagna vuole mettere a terra con Citigroup, Goldman Sachs e lo studio Legance.
Due progetti contrapposti che Mps valuterà con Ubs, BofA e con le law firm BonelliErede e White & Case. È questa la mappa dei consulenti al lavoro sulla fase due del risiko, chiamati a ridisegnare gli equilibri del sistema finanziario italiano. (riproduzione riservata)