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CLAUDIA BUCH PRESIDENTE DELLA VIGILANZA BCE
CLAUDIA BUCH PRESIDENTE DELLA VIGILANZA BCE
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Banche, parte l’indagine Bce sui prestiti. A marzo la Vigilanza invierà la richiesta di informazioni agli istituti europei

25 febbraio 2026, 21:45

L’iniziativa servirà a raccogliere dati sugli standard creditizi. Intanto l’Abi incontra rappresentanti Ue sul tema competitività

La Bce avvia l’indagine sugli standard creditizi delle banche europee, con l’obiettivo di evitare un possibile accumulo di crediti deteriorati. La supervisione di Francoforte invierà a marzo una richiesta di dati alla maggior parte delle banche vigilate.

«La richiesta riguarderà i principali indicatori di rischio necessari per valutare la qualità dei nuovi prestiti erogati su tutti i principali portafogli, come il rapporto tra servizio del debito e reddito», ha detto Sharon Donnery, membro del consiglio di Vigilanza della Bce.

Il supervisore ha precisato che il processo non produrrà oneri eccessivi per gli istituti di credito: «ll nostro approccio mira a trovare un equilibrio tra la raccolta dei dati necessari per valutare le pratiche di sottoscrizione del credito e la riduzione al minimo dei costi di reporting per le banche».

La Bce, che sarà in contatto con le autorità nazionali, semplificherà le procedure rispetto all’esercizio sulla materia condotto nel 2019 concentrandosi sulle informazioni fondamentali. Se saranno individuate anomalie in alcune banche, si indagheranno le cause specifiche: nel caso le autorità di vigilanza potranno avviare misure e ispezioni in loco.

I dati Bce mostrano una ripresa dei prestiti legata al taglio dei tassi iniziato a giugno 2024, mentre non ci sono segnali significativi di deterioramento del credito, come ha detto la presidente della Vigilanza Claudia Buch in una recente intervista a MF-Milano Finanza.

Tuttavia la Bce vuole raccogliere informazioni in modo più granulare. Buch ha assicurato che i prestiti non saranno danneggiati e ha evidenziato che «i crediti deteriorati sono quasi al livello più basso dell’ultimo decennio dell’Unione bancaria» anche se ci sono «piccoli aumenti degli npl nel settore degli immobili commerciali e nei prestiti alle pmi».

Secondo Donnery «una ripresa del credito può anche coincidere con dinamiche competitive di "corsa al ribasso», in cui gli standard si attenuano mentre le banche cercano di difendere o aumentare la quota di mercato».

Il credito è «la linfa vitale dell’economia, favorisce gli investimenti, l’imprenditorialità e la crescita aziendale, creando opportunità per le famiglie. Le banche svolgono un ruolo centrale nel canalizzare il credito verso questi obiettivi», ha aggiunto Donnery.

Tuttavia «gli istituti devono fare prestiti con prudenza e garantire che l’erogazione del credito rimanga sostenibile». La Bce, ha aggiunto, farà anche un confronto tra gruppi europei: «I risultati del benchmarking del progetto saranno condivisi con le banche in formato anonimo, consentendo loro di valutare il posizionamento e la performance rispetto ai competitor».

L’Abi incontra i rappresentanti Ue

Intanto, sempre in ambito bancario, si è svolto a Bruxelles un incontro promosso dall’Abi con rappresentanti della Commissione Europea, della Bce e delle delegazioni del Parlamento Ue. Nell’occasione è stato presentato un documento di proposte dell’Abi e sono stati affrontati in particolare i temi della semplificazione normativa e del rafforzamento della competitività delle banche europee.

L’incontro è stato ospitato da Irene Tinagli, membro della commissione per gli Affari Economici e Monetari (Econ) del Parlamento Ue. La delegazione Abi è stata guidata dal vicepresidente Camillo Venesio e dal responsabile della divisione internazionale Gianluca Tiani. L’associazione ha evidenziato «l’esigenza di un quadro regolamentare più proporzionato, coerente e orientato alla crescita, in grado di sostenere il ruolo delle banche nel finanziamento dell’economia» dell’Unione.

«Il mondo bancario sostiene con convinzione la necessità di una razionalizzazione della regolamentazione che operi per sottrazione, eliminando quanto non necessario», ha osservato Venesio. «Non chiediamo una deregolamentazione: sarebbe imprudente, in un frangente nel quale le banche europee sono tornate ad adeguati livelli di solidità e liquidità.

Al contempo auspichiamo che la regolamentazione tenga conto della biodiversità del settore, superando l’approccio del one size fits all». (riproduzione riservata)



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