Gli analisti di Barclays fanno il punto della situazione delle banche italiane alla luce delle opa in corso a Piazza Affari, in attesa che pubblichino i conti del quarto trimestre e di tutto il 2024. Secondo gli esperti, «c'è valore in Banco Bpm in tutti gli scenari potenziali e il prossimo aggiornamento del piano industriale potrebbe essere un catalizzatore positivo».
Barclays si aspetta che Intesa Sanpaolo annunci una guidance in crescita per il 2025, e per questo il gruppo guidato da Carlo Messina resta la banca preferita dagli esperti (con rating Overweight).
Quanto alle operazioni straordinarie in corso, Barcalys ipotizza che Unicredit alzi l’offerta di scambio (ops) su Banco Bpm a 6,657 euro per azione, dal 10% al 30% in contanti. Anche nello scenario che tiene conto del prezzo più alto che potrebbe essere pagato, gli esperti calcolano che Unicredit potrebbe mettere sul piatto un roi (ritorno sull’investimento) di circa il 16% con una crescita dell’eps (utile per azione) di circa il 10% mantenendo una solidità (Cet 1 ratio) di oltre il 14% dopo i costi di integrazione.
Quindi Barclays ipotizza che alla fine del primo anno di integrazione con Banco Bpm, Unicredit rilevi Commerzbank («come suggerito dal management, gli accordi non possono avvenire simultaneamente«). Sebbene possano esserci diverse opzioni per finanziare questa seconda operazione, gli analisti pensano che un mix di liquidità (30%) e azioni potrebbe essere la via giusta.
Unicredit dovrebbe essere riuscire a mantenere i coefficienti patrimoniali a circa il 13% e tornare già dopo il primo anno della seconda opa alla sua «attuale distribuzione agli azionisti (su una base di utili più ampia)». Rating Overweight su Unicredit.
Cosa potrebbe fare ora Banco Bpm? Sono tre le mosse che potrebbe mettere in atto, secondo gli analisti: aggiornare gli obiettivi in autonoma, alzare l’offerta in corso su Anima Holding e forse lanciare un’opa su Mps.
1) Banco Bpm aggiornerà il piano industriale con i conti annuali di febbraio e probabilmente alzerà le attese sul margine di interesse oltre alla guidance sulla distribuzione ai soci.
2) Guardando ad Anima, l’acquisizione potrebbe produrre un utile netto superiore del 12% rispetto all’obiettivo atteso della banca al 2026 e un Rote (redditività) di oltre il 17%.
3) Banco Bpm ha acquisito una quota del 5% in Mps legata alle implicazioni strategiche dell'operazione su Anima, spiegando di non voler chiedere alla Bce di aumentarla ulteriormente.
Tuttavia, Banco Bpm potrebbe cambiare idea, ragionano gli analisti, prendendo in considerazione una fusione con Mps per difendersi dall’opa di Unicredit. In tal senso Banco Bpm è legato alla cosiddetta regola della passività, su cui Barclays rileva «alcune zone grigie», ma gli esperti notano che:
1) ogni modifica che influenzi il capitale di Banco Bpm, la banca deve convocare un'assemblea straordinaria (o un'assemblea annuale) per chiedere di aggirare la regola della passività allungando i tempi di qualunque azione.
2) Lanciare un'offerta su un'altra banca sarebbe contro la regola della passività. Ciò potrebbe potenzialmente accadere solo se l’aggiornamento della passivity rule fosse approvato per primo dall'assemblea straordinaria, ma è complesso nei fatti.
3) A un «cavaliere bianco» sarebbe consentito fare una controfferta su Banco Bpm, perché questo non implicherebbe alcuna azione da parte della banca. Fonti di stampa hanno scritto che Banco Bpm potrebbe firmare un Memorandum of Understanding (MoU) con Mps su un progetto di fusione e convocare un'assemblea straordinaria entro 15 giorni per ottenere il via libera aggirando la regola della passività. Se la banca dovesse ottenere il via libera, Banco Bpm e Mps potrebbero discutere i termini di una potenziale fusione.
Secondo gli analisti, i possibili impatti di una potenziale fusione fra Banco Bpm e Mps sarebbero una crescita dell’eps a cifra singola, ma il Cet 1 combinato potrebbe essere di circa il 16% senza considerare le Dta in capo a Mps (sono i crediti di imposta) che potrebbero favorire un «un’ulteriore generazione di utili». (riproduzione riservata)