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Banche, l’AI non è una condanna a morte
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Angelo De Mattia

Banche, l’AI non è una condanna a morte

18 febbraio 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 07:08

L’introduzione dell'intelligenza artificiale nel settore bancario solleva questioni di governance e occupazione

Farà da battistrada Unicredit con una propria banca digitale in Spagna - la Alon Bank-Vodeno con succursale in Portogallo - da poco autorizzata dalla Banca centrale spagnola, con lo scopo di erogare prestiti, offrire carte di debito e prodotti finanziari, raccogliere depositi, tutto in forma digitale? Quello della digitalizzazione e soprattutto dell’impiego ora dell’intelligenza artificiale nel settore bancario e finanziario sta diventando un obiettivo e al tempo stesso un problema che richiede un ampio coinvolgimento di tutte le parti cointeressate, come è stato puntualmente argomentato ieri su queste colonne da Lando Sileoni, segretario generale della Fabi.

Le lezioni del passato: tecnologia e organizzazione

Agli inizi degli anni ‘80 si aprì la fase dell’impiego nelle banche delle tecnologie che a quel tempo erano ritenute nuove. Se ne discuteva approfonditamente; si promosse allora l’introduzione nei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore la previsione, a livello aziendale, di confronti tra le parti datoriali e i sindacati.

Furono apportate nelle banche alcune innovazioni, come quella dell’operatore unico di sportello, una figura che prima era sdoppiata tra cassa e riscontro proprio beneficiando delle nuove possibilità dell'informatica. Ma per il resto fu in generale commesso l’errore di innestare le nuove tecnologie in un modello di organizzazione del lavoro e di normative interne sostanzialmente immutato.

Ciò finì con il non dare i frutti attesi. Situazioni clamorose si verificarono in alcuni casi, per esempio nella Banca nazionale del lavoro a proposito delle gravissime irregolarità commesse dalla filiale di Atlanta che poi furono oggetto di interventi del governo, della magistratura e di una commissione parlamentare di inchiesta: si riscontrò che presso la direzione centrale continuavano a operare, pur essendo state introdotte nuove tecnologie, migliaia di dipendenti con funzioni contabili e di riscontro (che di ciò che accadeva ad Atlanta non sapevano nulla). Per questi impiegati non era stato previsto l’impiego dei nuovi mezzi, né si erano aperte loro le pur ampie possibilità di lavorare in altri settori che erano in espansione, mentre si riduceva la funzione di controllo da parte dell’uomo. Qualcuno arrivò a sostenere pure che ciò era stato lucidamente preordinato. Gli ulteriori avanzamenti indotti dalla new economy, tra la fine degli anni ‘90 e gli inizi dei Duemila, furono intesi, e non solo nelle banche, come innovazioni tecnologiche avulse dall’organizzazione e dalla gestione del personale.

Intelligenza artificiale, ruolo umano e governance

Oggi però le potenzialità e gli effetti della digitalizzazione sono ben compresi. Ma alcune posizioni si spingono oltre per cui ha ragione Sileoni quando da un lato giustamente valorizza la funzione del banchiere, non potendo ridursi l’erogazione del credito all’operare di un algoritmo e dall’altro sostiene che l’adozione in particolare dell’AI non può significare l'automatica ricaduta della chiusura di sportelli e di esuberi di personale.

Quando nei giorni scorsi si è attribuito all’AI un diffuso calo delle quotazioni di Borsa, l’editoriale di Paolo Panerai sul settimanale Milano Finanza in edicola ha messo le cose a posto sottolineando l’opera dell’uomo, che certo non può dare la colpa alle tecnologie come se fossero in tutto e per tutto degli esseri viventi. E ciò da parte di un giornale che è battistrada nel campo della digitalizzazione.

L’approccio umanistico ed etico con il quale affrontare l’evoluzione tecnologia in atto è stato spesso sottolineato dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli, secondo una tradizione dei maggiori banchieri del passato. Soprattutto in presenza di quella che è una rivoluzione in atto vale l’espressione dei romani del cultus atque humanitas. Anche in una banca che fosse tutta digitale, nella linea di quella sopra citata, i temi della governance, dell’organizzazione e della gestione e del personale non certo scompaiono: al contrario si rafforzano la loro pervasività e pregnanza. (riproduzione riservata)



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