
Dopo i conti, ancora tonici, del primo trimestre 2024, le banche hanno ripreso l’appetito per l’M&A, basti vedere l’opa ostile lanciata da BBVA su Sabadell. Gli istituti italiani e spagnoli, scrivono gli analisti di Kbw, sono «ancora i luoghi giusti per investire» grazie ad una redditività attesa (Rote) in doppia cifra nonostante sia atteso un primo taglio dei tassi da parte della Bce a giugno. I broker alzano il target price di molti titoli, in attesa di un anno ancora ricco di profitti e in ottica di possibili operazioni straordinarie.
Nel Sud Europa, BBVA e Unicredit sono le due banche definite top picks. Gli analisti alzano le stime di utile per azione 2024-2026 di circa il 4% per entrambi gli anni e in media i prezzi obiettivo dei titoli del 3% circa, soprattutto nel caso di Mps (+12%), Unicredit (+10%), Caixabank (+6%), lo limano al ribasso su Banco Bpm e Credem per i dividendi appena distribuiti.
Sull’Italia, KBW ricorda il tema del possibile impatto del Superbonus su un’estensione a 10 anni della possibilità di spalmare il credito fiscale che, «sospettiamo non sia compreso nella guidance del settore, con Bper fra le più esposte (stimiamo per il 5-7% del margine di interesse – NII)», riporta la nota di analisi.
Sul fronte del taglio dei tassi, KBW si aspetta un avvio di riduzione della Bce a partire da giugno al 3% entro fine 2024, da attese del 2,5% precedenti. Il 2,5%, secondo gli analisti, sarà toccato entro la fine del 2025 e verrà tenuto a questo livello per tutto il 2026.
Le fusioni bancarie tornano in scena, sottolineano gli analisti di KBW, l’opa ostile lanciata da BBVA per acquisire Sadell «ha creato molto entusiasmo in tema di fusioni e acquisizioni nel settore bancario europeo». Gli analisti ritengono l'offerta «interessante per Sabadell e con un senso per BBVA. Tuttavia, la reazione del mercato è stata finora negativa forse per il limitato incremento dell’utile per azione dell’operazione e a causa del rischio percepito per la storia del rendimento del capitale di BBVA».
Anche il governo spagnolo si mostra contrario all'offerta, ragiona KBW, ma gli esperti ritengono che il vero vincolo normativo sia la Bce e l'autorità antitrust spagnola (CNMC). L’accordo «ha importanti implicazioni per il settore in generale e sospettiamo che altri potenziali acquirenti osserveranno attentamente come si svilupperà la situazione nei prossimi mesi».
Lo scenario di base ipotizzato dai broker è che il capitale in eccesso continuerà a essere impiegato per acquistare azioni proprie, «ma con l’aumento dei prezzi delle azioni, questo diventerà uno strumento meno efficace per far crescere l’utile per azione (eps). Le fusioni e acquisizioni diventeranno quindi una considerazione che i manager dovranno mettere sul tavolo soprattutto perché i tassi cominciano a scendere».
Per quanto riguarda la Spagna, dove l’M&A è già partito, gli analisti ritengono che ulteriori fusioni e acquisizioni dipendano dalla chiarezza sull'esito dell'offerta di BBVA per Sabadell. Nel frattempo non si aspettano che altre banche facciano un'offerta concorrente e ritengono che, sotto opa, Sabadell non possa muovere a sua volta su altre banche.
Se l’opa ostile andrà a buon fine, resta scoperta la storia di Unicaja, banca dell’Andalusia caratterizzata da «dimensioni ridotte e mancanza di scala, ma non ci è chiaro se ci sarà un potenziale acquirente, perché CaixaBank (Valencia) e BBVA sarebbero troppo grandi, con quote di mercato del 23% o più, mentre le differenze strategiche con Bankinter (Madrid) sono troppe, ed è probabile che Santander sia ancora impegnata nella ristrutturazione e focalizzata su altre aree geografiche».
CaixaBank, secondo gli analisti, ha spazio in Portogallo (qui con quote di mercato del 12-14%) anche se gli esperti ritengono che preferisca crescere in modo organico piuttosto che attraverso fusioni e acquisizioni.
Secondo KBW, «Unicredit è l’acquirente più ovvio in Italia e la banca ha già dichiarato che darà la priorità a fusioni e acquisizioni per utilizzare il capitale in eccesso. E che le possibilità sono nel settore bancario, tecnologico e assicurativo». Qui gli analisti ritengono che si tratti soprattutto di internalizzare la catena del valore dell’istituto.
Intesa Sanpaolo, dal canto suo, risulta «grande per ulteriori acquisizioni in Italia (ha già una quota di mercato superiore al 20%) ma non calano i rumors su un’aggregazione che potrebbe coinvolgere Mps, Banco Bpm e Bper Banca». Gli analisti ritengono che questi gruppi «siano fermi a livelli sub-scala e che il mercato italiano sia ancora uno dei più frammentati in Europa». Ecco perché un consolidamento sarebbe accolto con favore.
Credit Agricole, secondo KBW, «potrebbe essere un attore rilevante poiché ha una quota del 9% in Banco Bpm e altri interessi in Italia».
Di seguito, i nuovi target price di KBW sulle banche rivisti al rialzo:
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