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Banca Popolare Sant’Angelo firma l’accordo quadro con Ragusa. L’assemblea dei soci non conferma l’ad Ines Curella: i nuovi vertici
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Banca Popolare Sant’Angelo firma l’accordo quadro con Ragusa. L’assemblea dei soci non conferma l’ad Ines Curella: i nuovi vertici

27 maggio 2024, 11:42 Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2024, 13:18

L’accordo quadro stabilisce che ogni azionista di Banca Popolare Sant’Angelo riceverà un’azione Banca Agricola Popolare di Ragusa per ogni quattro detenute. L’istituto di Licata quindi ha ricevuto una valutazione di 12 milioni. Il rosso di oltre 20 milioni dovrebbe essere in gran parte recuperabile | Banca Popolare Sant’Angelo tratta in esclusiva con Ragusa | Mediocredito Centrale si affaccia in Sicilia

Un altro passo avanti verso la fusione per incorporazione di Banca Popolare Sant’Angelo (Bpsa) nella Banca Agricola Popolare di Ragusa (Bapr). I due istituti siciliani hanno firmato l’accordo quadro che porterà alla nascita di una super popolare. Il processo dovrebbe chiudersi nel 2024, ma prima dovrà essere approvato dai cda di entrambe le banche, che si pronunceranno entro maggio. L’operazione è soggetta anche all’ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie ai sensi di legge, ma ha già ricevuto l’ok dell’assemblea dei soci della Bpsa, che il 26 maggio si è riunita in un’assise fiume (oltre dieci ore) per approvare il bilancio 2023.

Oltre a confermare la volontà di proseguire nel percorso di aggregazione, i soci hanno rinnovato quattro membri su sette dell’organo di vertice, tra cui l’ad, il presidente e il vicepresidente. La lista del cda è stata battuta da quella presentata dal comitato L’Altra Sant’Angelo, nato dopo l’insorgere dei problemi di bilancio. Così Gioacchino Amato, Giuliana Burgio, Giovanni De Caro e Santo Russo hanno preso il posto di Ines Curella (ex ceo), Antonio Coppola (ex presidente), Serafino Costanza e Alessandro La Monica.  I vertici saranno nominati a breve e Gioacchino Amato sarebbe in pole per il ruolo di presidente, mentre quello di ad potrebbe restare vacante perché lo statuto non impone di nominarlo.

Bpsa valutata 12 milioni

Il nuovo management porterà avanti il percorso di aggregazione. L’accordo quadro con Ragusa prevede che ogni azionista di Bpsa riceverà un’azione Bapr per ogni quattro detenute. In questo modo i soci dell’istituto di Licata (Agrigento) deterranno in totale fino a un venticinquesimo delle azioni in circolazione della nuova entità. Su Vorvel le azioni Ragusa sono scambiate a 12,1, quindi quelle Sant’Angelo sono state valutate intorno ai 3 euro, con uno sconto di oltre il 60%. Se poi si moltiplica la cifra per le circa 4,1 milioni di azioni Bpsa si scopre che la sua valutazione è di circa 12 milioni.

Ai soci dissenzienti sarà consentito di recedere ricevendo in cambio circa 2,5 euro per azione. L’accordo quadro contiene anche una clausola risolutiva se il controvalore massimo dei titoli Bpsa rimborsati supererà i 7 milioni. Sul fronte della governance, invece, Bapr si è impegnata a riconoscere dei diritti di rappresentanza di designazione Bpsa nell’organo amministrativo in carica all’esito della fusione.

Una forte valenza industriale e strategica

La fusione per incorporazione assumerà «una forte valenza industriale e strategica», si legge nella nota diffusa da Bpsa. «L’identica natura giuridica garantirebbe continuità di valori all’aggregazione tra le due banche, ultime realtà popolari della Regione siciliana, assicurando il mantenimento di quella connotazione mutualistica che contraddistingue le banche popolari».

L’operazione «permetterebbe l’integrazione tra due realtà ancora contigue sia in termini geografici che di vocazione popolare, creando una nuova entità che sarà presente sull’intero territorio siciliano (ad eccezione della provincia di Trapani)». La fusione per incorporazione, inoltre, «consentirebbe agli attuali azionisti di Bpsa di prendere parte alla creazione di valore nel lungo termine, anche grazie al rinnovato progetto industriale».

Un rosso di oltre 20 milioni

Bpsa (assistita da Prometeia) aveva avviato la ricerca di un partner a febbraio su richiesta dell’Autorità di Vigilanza. L’unione, inoltre, dovrebbe mettere fine ai problemi di Bpsa, che nel 2023 ha registrato un rosso dopo le imposte di 23 milioni dovuto a una svalutazione di crediti fiscali differiti, in gran parte riassorbibile.

La banca di Licata aveva attirato le attenzioni della Banca del Mezzogiorno (gruppo Mcc) e della Banca Popolare di Sondrio. Alla fine però l’ha spuntata Ragusa (assistita da Rothschild): l’istituto guidato dal ceo Saverio Continella ha presentato un’offerta vincolante accettata il 15 aprile. (riproduzione riservata)



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