Più Stati Uniti e Asia e maggiore attenzione ai nuovi giovani ricchi, accanto a una forte disciplina dei prezzi e all’ulteriore rafforzamento dei marchi. Riparte da questi punti il nuovo corso del big degli yacht di lusso Ferretti Group. A tirare le fila è stato il ceo Stassi Anastassov, a margine della presentazione dei nuovi modelli durante il Cannes Yachting Festival, promettendo che «nel 2027 vedrete un Ferretti Group più grande e migliore rispetto all’attuale».
Il contesto di mercato non è certamente dei migliori, specie alla luce della crisi geopolitica, ma Anastassov, pur non nascondendosi, vuole mantenere la barra dritta: «Non sono soddisfatto del primo semestre, ma sono abituato a pensare in modo positivo; la situazione geopolitica, con particolare focus in Medioriente, non può guidare le decisioni di investimento perché sono turbolenze temporanee». E chiosa: «L’ottimismo guida la strategia perché la turbolenza è passeggera, mentre la creazione di valore è l’obiettivo primario».
Ciò detto, ci sono dei mercati a cui il gruppo guarda e guarderà forse con più forza. Sebbene Ferretti mantenga una posizione predominante in Europa, sia il Nord America sia l’Asia sono identificati come le geografie con il maggior potenziale di crescita inespresso. Uno dei motivi è la presenza di tanti nuovi miliardari che stanno nascendo, in particolare quelli del settore tecnologico e legato alle cripto. «Sono disposto a strapagare chi riuscirà a dirmi come attrarre i prossimi 20 miliardari che hanno fatto successo con l’AI», dice provocatoriamente il ceo per palesare la grande sfida del gruppo, ovvero comprendere profondamente il consumatore e attrarre questo tipo di clientela. Che si somma a una fase di cambiamento complessivo in cui il mercato propende verso imbarcazioni superiori ai 30 metri.
Il punto di partenza di tutto ciò resta un modello di business basato sulla «valorizzazione di marchi di eccellenza, sul mantenimento di un alto livello di qualità, investendo costantemente nell’innovazione e gestendo le relazioni con i fornitori». «Ci impegniamo a offrire un’esperienza senza soluzione di continuità, integrando servizi accessori come jet privati e collaborazioni con brand di lusso».
La fase nuova di Ferretti partirà anche nel solco dell’m&a e dell’eventuale risoluzione della disputa con Kkcg, socio di Ferretti al 23% dietro i cinesi di Weichai. Sul primo fronte, ad animare il settore è la vendita di The Italian Sea Group: il 15 sono attese le offerte e Ferretti sarà della partita; «non sarei un bravo ceo se non partecipassi all’asta di Tisg». Sulla causa in corso al Tribunale di Bologna con Kkcg, invece, Anastassov non ha dato aggiornamenti spiegando però che l’approccio per risolvere eventuali dispute con gli azionisti consiste nel concentrarsi «solamente sul rafforzamento dell’azienda, convinto che ciò porterà benefici a tutti gli stakeholder». (riproduzione riservata)