Il nuovo presidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio apre a un aumento del dividendo dell’istituto. L’obiettivo è il passaggio a una politica della cedola da stabile a progressiva, attraverso un meccanismo di incremento del payout ratio che remuneri gli azionisti.
«Il consiglio di amministrazione ha avviato un progetto di revisione delle attuali politiche di dividendo con l'obiettivo di formalizzare una nuova policy che salvaguardi la solidità patrimoniale della banca e soddisfi le aspettative dei soci di ritorno del proprio investimento, in linea con le best practice italiane ed europee», ha spiegato il numero uno.
Presentando l’agenda della sua presidenza nell’ambito dell’evento 40 Next, Fürstenberg ha spiegato: «Questa nuova policy potrebbe prevedere il passaggio a una politica di dividendo da stabile a progressiva, attraverso un meccanismo di incremento del payout ratio che remuneri gli azionisti, sempre soddisfacendo il fabbisogno di capitale della banca», ha spiegato il presidente, precisando che le modifiche alla policy restano comunque soggette «all'attuale contesto macroeconomico e regolamentare». Nel 2022 Banca Ifis ha erogato 1,4 euro per azione, con un dividend yield pari al 9,86%, il più alto tra le banche italiane.
Nell’assemblea i soci hanno anche approvato la nomina del fondatore, Sebastien Egon Furstenberg, a presidente onorario di Banca Ifis a tempo indeterminato, conferendo mandato al cda, con il supporto del comitato remunerazioni e di un consulente terzo indipendente esperto in materia, per determinarne il compenso nei limiti fissati dall'assemblea.
La banca ha presentato anche il progetto Social Impact Lab Kaleidos: un piano d’investimento di sei milioni in tre anni per realizzare una serie di iniziative sociali legate ai temi della diversità, inclusione, cultura e sanità. Nello specifico, per quel che riguarda diversità e inclusione Banca Ifis ha avviato progetti riguardanti i giovani studenti, sia in ambito artistico sia attraverso la promozione delle discipline stem, oltre a programmi di formazione all’interno del carcere di Bollate. (riproduzione riservata)