Banca di Francia, Villeroy de Galhau lascia in anticipo. Così Macron nominerà il successore. Ecco chi potrà essere
François Villeroy de Galhau lascerà a giugno la carica di governatore della Banca di Francia, in anticipo rispetto alla scadenza prevista di ottobre 2027.
La decisione, annunciata oggi 9 febbraio a sorpresa, consentirà la nomina del successore al presidente francese Emmanuel Macron, invece che al vincitore delle prossime elezioni (che potrebbe essere anche una figura di estrema destra). La scelta di Macron dovrà comunque essere approvata dall’Assemblea Nazionale e dal Senato. Il voto in Francia sarà ad aprile 2027.
Villeroy ha fatto sapere che la decisione è motivata da ragioni «personali» e che a giugno assumerà la presidenza della Fondazione Apprentis d'Auteuil, uno dei principali attori in Francia nell’assistenza all’infanzia e nella formazione dei giovani in difficoltà.
«I miei quasi undici anni alla guida della Banca di Francia e al servizio dell’euro sono e rimarranno l’orgoglio della mia carriera pubblica», ha detto Villeroy. «Abbiamo mantenuto la rotta della stabilità e sostenuto la fiducia durante le crisi. Mi sembra di aver portato a termine l’essenziale della missione».
«Ho preso questa importante decisione in modo naturale e indipendente», ha scritto Villeroy in un messaggio al personale della Banca di Francia. «Il tempo tra oggi e inizio di giugno è sufficiente per organizzare la successione in tutta tranquillità».
«Ho grande rispetto per la decisione personale di François Villeroy de Galhau di dimettersi dall'incarico di governatore della Banca di Francia», ha commentato la presidente Bce Christine Lagarde.
Villeroy è stato negli ultimi mesi una colomba nel consiglio direttivo Bce e ha evidenziato in più occasioni i rischi al ribasso sull’inflazione rispetto all’obiettivo del 2%. In tal senso il banchiere centrale ha evidenziato il possibile effetto disinflazionistico dell’euro forte e dell’arrivo di una grande quantità di prodotti cinesi in Europa. In Francia il carovita è sceso allo 0,4% a gennaio. Anche per questo motivo è improbabile un cambio di rotta nella linea di politica monetaria francese.
Tra i candidati alla successione, si fanno i nomi del direttore del Tesoro Bertand Dumont e anche del suo predecessore Emmanuel Moulin, che però è attuale capo dello staff di Macron (e che tra il 2015 e 2017 è stato direttore generale della branch francese di Mediobanca). Altri possibili successori sono Odile Renaud-Basso, presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, la vice governatrice Agnès Bénassy-Quéré (che però potrebbe entrare nel 2027 nel comitato esecutivo Bce), l’ex capoeconomista dell’Ocse Laurence Boone e l’ex membro del board di Francoforte Benoit Coeuré.
Il 9 febbraio intanto Lagarde ha rinnovato l’invito al Parlamento Ue per accelerare l’approvazione del regolamento sull’euro digitale. Il 10 febbraio ci sarà il voto sugli emendamenti a favore di una versione online e offline (si veda MF-Milano Finanza del 4 febbraio).
Nei prossimi giorni è invece atteso il chiarimento della Commissione Ue sulle emissioni multiple di stablecoin nell’Ue e in Paesi terzi. Bruxelles vuole varare una linea permissiva, contrastata da Bce e Parlamento Ue. I rischi sono stati sottolineati anche in una lettera inviata il 6 febbraio alla Commissione da alcuni eurodeputati, tra cui Irene Tinagli (S&D), la presidente della commissione economica Aurore Lalucq (S&D) e alcuni membri del gruppo dei Verdi. (riproduzione riservata)