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Fabio Panetta, governatore Bankitalia
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Banca d'Italia punta sull’AI per il futuro economico

di Angelo De Mattia
06 marzo 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 07:09

L’intelligenza artificiale è stata inserita nel piano strategico triennale dell’istituto per affrontare le sfide occupazionali del prossimo decennio

Pur in presenza della grave crisi geopolitica con l’attacco israelo-americano all’Iran e i suoi svolgimenti che rischiano di infiammare altre aree, oltre i Paesi del Golfo, è opportuno riflettere su fenomeni non certo transeunti, quale l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella produzione e nel lavoro, come ha fatto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, aprendo mercoledì 4 il convegno sul Piano Mattei tenutosi a Palazzo Koch. Anzi, è proprio la crisi anzidetta che deve spingere ad approfondire temi come quello indicato anche per poter meglio fronteggiare le conseguenze di crisi del genere.

La Banca d’Italia basa il piano strategico su tecnologie e AI

Panetta ha osservato che, da un lato, occorre dare una spinta all’innovazione per favorire il lavoro e, dall’altro, ha indicato il come, cioè potenziando le infrastrutture, rafforzando le abilità digitali, favorendo l’accesso alla finanza, dotandosi di istituzioni pubbliche credibili. Sono concetti che guardano in primis ai Paesi africani di cui al citato Piano, ma che hanno una loro validità e attualità erga omnes per affrontare, innanzitutto, il problema, che si porrà nel prossimo decennio nei Paesi di sviluppo, ma non solo, dell’occupazione e dello squilibrio tra ingressi nel mercato del lavoro e impieghi disponibili.

Con riferimento all’Intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie in generale, la Banca d’Italia ha imperniato su di esse il proprio piano strategico triennale. Naturalmente, sussistono anche altre priorità, a cominciare dal ruolo da svolgere nel sistema dei pagamenti e, più in particolare, per l’introduzione dell’euro digitale. Ma quella dell’applicazione dell’intelligenza artificiale è pure un segnale importante, inserita come è in un documento che orienta l’attività dei prossimi tre anni e che racchiude una visione unitaria e coerente della Banca, a differenza di quanto accadeva prima degli ultimi anni del Novecento quando si elaboravano soltanto piani settoriali distinti per attività (informatica, organici, immobili).

L’obiettivo è un’innovazione coerente

Come è accaduto in altre fasi della vita dell’Istituto - l’avvio della meccanizzazione e poi dell’automazione negli anni Settanta e in buona parte degli Ottanta - si pone il problema di come rendere coerenti l’innovazione della AI con le strutture organizzative, con le normative interne e con l’organizzazione del lavoro, unitamente alla struttura delle carriere. Nel sistema bancario, quando agli inizi degli anni ottanta si adottarono le prime innovazioni tecnologiche, queste furono sovrapposte alla permanente struttura organizzativa che subì solo lievi modifiche, sicché i vantaggi che ne derivarono furono limitati.

D’altro canto, non va sottovalutato quanto, per il settore bancario, viene sostenuto dagli esponenti sindacali, a cominciare da Lando Sileoni, Segretario generale della Fabi, il primo sindacato del settore, il quale ha di recente sostenuto che, nell'affrontare l’innovazione digitale, si partirebbe male, nelle trattative con le parti datoriali, se si volesse affermare da queste ultime che l’Intelligenza artificiale ha ridotto automaticamente l’occupazione dal momento che la gestione e la qualità del credito, al contrario, continueranno ad essere opera delle risorse umane. In questo quadro, come altre volte è accaduto nella storia, la Banca d’Italia potrà intervenire su questo complesso argomento non solo con analisi e ricerche, ma anche, e soprattutto, con le soluzioni che adotterà, al proprio interno, per la descritta straordinaria innovazione tecnologica e che potranno costituire un modello.

Sarà importante anche la comunicazione. Il governatore da tempo riflette in maniera documentata su questi temi ed è, dunque, scontato che il Piano triennale decollerà con i migliori presupposti. (riproduzione riservata)



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