Il debito pubblico italiano torna sotto la soglia psicologica dei 3 miliardi comunque sfiorandola: al 31 dicembre del 2024 il debito delle amministrazioni pubbliche era pari a 2.965,7 miliardi, oltre 97 miliardi in più sullo stesso mese del 2023 ma in flessione dal record segnato a novembre a 3.005,2 miliardi. Questa la fotografia scattata dalla Banca d’Italia nel consueto aggiornamento dei dati nella sezione «Finanza pubblica: fabbisogno e debito».
L’aumento del debito su base annua è riconducibile al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (105,7 miliardi) e all'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del cambio (3,9 miliardi). La diminuzione di 12,3 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (arrivate così a 37,6 miliardi) ha in parte compensato l’incremento del debito, nota Via Nazionale.
Da notare inoltre che mentre il debito consolidato delle amministrazioni centrali è cresciuto di 99,9 miliardi toccando quota 2.883 miliardi, quello delle amministrazioni locali si è ridotto di 2,6 miliardi scendendo a 82 miliardi. Il debito il debito degli enti di previdenza è rimasto invece sostanzialmente stabile.
Nel corso del 2024 la quota del debito detenuto dalla Banca d'Italia è diminuita, collocandosi al 21,7% alla fine dell'anno dal 24,2% al termine del 2023. Non si riscontrano invece grandi cambiamenti in termini di vita media residua del debito che si è attestata a 7,9 anni, in linea con la fine del 2023. (riproduzione riservata)