La trasformazione delle città passa da Roma. Dal 4 al 6 settembre 2026 la capitale ospiterà B-Cad, la fiera internazionale dedicata a edilizia, architettura e design che punta a ridisegnare lo spazio urbano senza nuovo consumo di suolo.
L’evento, che si terrà presso il prestigioso Convention Center “La Nuvola”, si propone come punto di incontro tra imprese, progettisti e pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di definire nuove linee guida per la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio edilizio esistente.
Al centro della manifestazione c’è il principio della rigenerazione come alternativa alla nuova edificazione. L’approccio promosso da B-Cad punta sulla riqualificazione del tessuto urbano già costruito attraverso efficientamento energetico, digitalizzazione e miglioramento della qualità architettonica.
Secondo il primo rapporto del “Roma REgeneration Forum”, il potenziale economico della rigenerazione urbana nella Capitale è significativo: lo sviluppo di interventi su 11 chilometri quadrati potrebbe generare il recupero di oltre 4 milioni di metri quadrati di immobili esistenti entro il 2050.
La transizione urbana richiede nuove competenze per architetti e professionisti del settore, sempre più chiamati a integrare visione progettuale, innovazione tecnologica e conoscenza del territorio.
«Gli architetti sono i custodi e i programmatori della metamorfosi delle nostre città», ha dichiarato Christian Rocchi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, sottolineando l’importanza di una pianificazione organica capace di restituire qualità, sicurezza e valore al patrimonio edilizio. «Come Ordine, sosteniamo con forza eventi come B-CAD che favoriscono il dibattito culturale e tecnico. Dobbiamo superare la logica dell'intervento isolato per passare a una pianificazione organica», ha detto.
La fiera si concentrerà anche sugli strumenti operativi per la rigenerazione urbana, con un focus su digitalizzazione, modellazione avanzata e nuove tecnologie applicate ai cantieri.
«B-Cad nasce per colmare lo spazio tra la visione teorica della rigenerazione e la fattibilità reale dei cantieri», ha affermato Lorenzo Busnengo, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e Ambassador della manifestazione. «Recuperare l'esistente con qualità richiede un approccio sartoriale supportato dalle migliori tecnologie disponibili, dalla modellazione digitale alla diagnostica avanzata e solo l’architetto può supportare e utilizzare questi strumenti innovativi con le proprie capacità culturali e professionali che la società gli riconosce», ha concluso. (riproduzione riservata)