Margini ebit delle società europee sulla Luna? Gli analisti di AlphaValue hanno aggiornato i margini ebit dei titoli europei che coprono e, ancora una volta, sono rimasti sbalorditi per le proiezioni per il periodo 2026-2028 che sembrano suggerire che il potenziale di crescita sia praticamente «illimitato».
Il grafico in pagina sotto mostra l'andamento dei margini ebit per l'intero universo coperto (linea blu) dagli esperti e per lo stesso universo escludendo banche e settori molto ciclici (linea rosa). Se si escludono gli effetti legati alla pandemia di Covid-19 nel biennio 2020-2021, i margini ebit in Europa sono in crescita costante dal 2015 sia includendo sia escludendo i settori influenzati da fattori esogeni. «Si tratta di un dato davvero notevole», commentano gli analisti di AlphaValue.
Nel periodo d'oro del 2007, poco prima della Grande Crisi Finanziaria, i margini delle società europee avevano raggiunto il 12%, massimo storico. Quel livello non è stato più rivisto, fatta eccezione per il 2021, quando l'impennata dei volumi ha incrementato la leva operativa. Ora le stime per il 2026 degli analisti di AlphaValue indicano un margine del 12,7%, mentre per il 2027 si prevede addirittura il 13,4%.
«Abbiamo ripetutamente sostenuto che un simile scenario non è sostenibile. Tuttavia, non possiamo continuare a negare la realtà all'infinito, dato che non vi sono segnali di una revisione al ribasso dei margini, anche se le revisioni al ribasso degli utili continuano su base annua», osservano gli esperti di AlphaValue.
I dazi imposti dall’amministrazione Trump non hanno avuto effetti negativi, l'aumento dei prezzi dell'energia non ha avuto effetti negativi, il rincaro dei semiconduttori non ha avuto effetti negativi, la perdita di quote di mercato dell'industria automobilistica europea non ha avuto effetti negativi.
Insomma, «si arriva alla conclusione che le aziende europee non rappresentano più storie di crescita, ma continuano a beneficiare di uno straordinario potere nella determinazione dei prezzi, il cosiddetto pricing power.
A sostenere questo trend potrebbe contribuire anche la forte domanda di investimenti legati all’intelligenza artificiale, che sta irradiando benefici verso i produttori di beni strumentali. D’altra parte, ci si sarebbe aspettati che gruppi come Nestlé, dopo aver spinto i prezzi ai massimi nel periodo 2021-2023, evitassero di tornare a gravare ulteriormente sui consumatori.
È possibile che le società quotate dispongano di un pricing power nettamente superiore rispetto alle aziende non quotate che operano lungo le catene di fornitura. «Tuttavia, è difficile sostenere che tutte le 513 società europee da noi coperte siano, in sostanza, delle Apple travestite», rinozzano gli analisti di AlphaValue.
I settori per i quali il mercato prevede margini da sogno sono i seguenti: semiconduttori, utility, assicurazioni, farmaceutico, telecomunicazioni, aerospazio e difesa, materiali da costruzione, segnalano gli analisti di AlphaValue. I beni strumentali (capital good), invece, non figurano in questo elenco. Sono davvero tempi difficili da interpretare. (riproduzione riservata)