Mostrare una faccia felice, come diceva Joker, è un compito arduo. Si sta assistendo a economie globali che lottano contro il rallentamento della crescita e l’alta inflazione, a controverse elezioni nei principali Paesi sviluppati, a molteplici instabilità geopolitiche, a crolli del settore immobiliare, a valutazioni azionarie alte, ma tutto ciò che si cerca di capire è se la Federal Reserve taglierà i tassi e di quanto, come se potesse salvare tutti da tutto. «Siamo talmente ossessionati da quale sarà la prossima mossa, che passiamo il tempo a scrutare con attenzione le parole che vengono usate nei verbali della riunione del Fomc o durante le interviste, perdendo di vista il fatto che anche loro, cioè i membri del Fomc, sono esseri umani e non hanno un potere predittivo superiore a quello che abbiamo noi, cioè gli investitori. Credo che ormai abbiamo avuto molteplici prove della loro incapacità di prevedere la direzione dell'economia. Pertanto, abbiamo un motivo in più per iniziare a prendere in considerazione il rischio che qualcosa potrebbe andare storto», si legge nell’outlook mensile di Lfg+Zest Sa, visionato in anteprima da milanofinanza.it.
L'economia statunitense è effettivamente in una forma migliore di quella prevista un anno fa. Le aspettative che la Fed iniziasse a tagliare i tassi già quest'estate hanno avuto un effetto positivo sia sulle imprese che sui consumatori. Da un lato, ha alimentato il miglioramento su base trimestrale degli indici dei responsabili degli acquisti (Pmi). Si vedrà nel corso dell’anno se questi dati saranno seguiti da effettive spese in conto capitale. Dall’altro, anche i consumatori sembrano credere che le prospettive economiche siano rosee, dato che le vendite al dettaglio hanno recentemente (ancora una volta) sorpreso in positivo. Tuttavia, alcuni pezzi del puzzle iniziano a staccarsi dal quadro generale. L'inflazione è tornata a salire con diverse misure alternative del fenomeno che indicano una ripresa dei prezzi. L'eccesso di risparmio si sta rapidamente esaurendo e si prevede che sarà prosciugato del tutto entro l'estate. «Non c'è quindi da sorprendersi se i tassi di insolvenza delle carte di credito continuano a crescere, così come il numero di richieste di fallimento Chapter 11. Inoltre, il mercato del lavoro non può più essere considerato surriscaldato, il che è sicuramente positivo. Tuttavia, l'aumento del numero di licenziamenti di lavoratori temporanei, che stiamo osservando, è sempre stato di cattivo auspicio per l'economia; le aziende prima smettono di assumere, poi iniziano a licenziare i lavoratori part-time e infine tagliano i dipendenti a tempo pieno, il che di solito coincide con l'inizio di una recessione», avverte Lfg+Zest Sa.
Comunque, se i tassi scenderanno nei prossimi mesi, i rischi per l'economia rimarranno contenuti. Se, invece, l'inflazione costringerà la Fed a mantenere i tassi al livello attuale, «allora dobbiamo presumere che i danni per l'economia saranno significativi. Nel momento in cui scriviamo, l'incidenza della rata del mutuo (capitale e interessi) per l’acquisto della prima casa sul reddito di un cittadino americano medio ha superato il 40%, un livello che riteniamo insostenibile e che potrebbe bloccare il mercato immobiliare», precisa Lfg+Zest Sa. Inoltre, le aziende americane (e non solo loro), che hanno approfittato di un'epoca caratterizzata da bassi tassi d'interesse e da aliquote fiscali vantaggiose per ottenere margini di profitto eccellenti, e che sono state abbastanza sagge da rifinanziare il proprio debito man mano che la pandemia prendeva il sopravvento, dovranno affrontare il problema di richiedere nuovi prestiti a costi maggiori, nel caso in cui i tassi dovessero rimanere a questo livello per un periodo più lungo. Di conseguenza, tenendo presente che questo è un anno elettorale, il che significa che sia la Fed che il governo in carica faranno tutto ciò che è in loro potere per evitare un significativo deterioramento dell'economia o dei mercati finanziari, «rimaniamo dubbiosi sul fatto che l'inflazione scenderà con la rapidità prevista dal consenso e quindi crediamo che i tassi di interesse rimarranno elevati più a lungo di quanto attualmente scontato da molti operatori di mercato, il che ci porta a prevedere alcuni problemi in futuro».
Al di fuori degli Stati Uniti, il contesto presenta un quadro misto. In Europa, compresa la Svizzera, l'economia continua a rallentare e ciò ha indotto la Banca Nazionale Svizzera a tagliare i tassi di interesse (la prima tra i paesi sviluppati ad avviare il ciclo di tagli). L'Europa dovrebbe seguirla a breve, poiché la crescita lenta e il rapido calo dell'inflazione consentiranno alla Banca Centrale Europea di attuare il suo primo taglio durante i mesi estivi. «Ad oggi, si prevede che la Bce effettuerà tre tagli prima della fine dell'anno, e questo dovrebbe aiutare l'economia ad evitare una grave recessione», prevede Lfg+Zest Sa.
Nel reddito fisso Lfg+Zest Sa ribadisce la preferenza per il segmento più sicuro dell'asset class. «A nostro avviso, i titoli di Stato e gli emittenti investment grade restano gli investimenti più interessanti in termini di rischio/rendimento. Il recente rialzo dei tassi globali metterà ulteriormente sotto pressione le società altamente, per cui la capacità di sostenere costi di servizio del debito più elevati diventa fondamentale nell'attuale contesto. Per questo motivo, continuiamo a considerare interessanti le società con una bassa leva finanziaria e con elevati multipli di liquidità rispetto al debito, entrambi elementi di cui lo spazio investment grade è ricco. Le valutazioni sono la ragione principale del nostro declassamento del debito dei mercati emergenti, insieme al rischio che un dollaro più forte possa rappresentare un’ulteriore minaccia per le capacità di rifinanziamento di tali emittenti. D’altro canto, i bilanci sani delle banche europee, contraddistinti da coefficienti patrimoniali molto elevati, insieme agli spread di credito che si aggirano vicino alle medie di lungo periodo, rendono interessante il debito subordinato di emittenti di alta qualità», suggerisce il team di Lfg+Zest Sa. Un'ultima parola sulla duration. «Non vogliamo e non possiamo escludere che i tassi d'interesse salgano rispetto ai livelli attuali, soprattutto se l'inflazione dovesse rimanere elevata dando così ulteriori grattacapi alla Fed. Tuttavia, riteniamo che nel medio termine i rendimenti attuali rappresentino un'opportunità d'investimento interessante, per cui non considereremmo assurdo un aumento della duration del portafoglio verso il benchmark di mercato».
Quanto al mercato azionario, se cercate aziende che hanno un potenziale di crescita degli utili, pagherete troppo, con il rischio di ottenere un rendimento molto basso nel medio-lungo periodo. D'altro canto, se si desidera acquistare azioni a buon mercato, si può finire in quelle che vengono definite trappole del valore, ossia azioni che sembrano sottovalutate ma che lo sono per un buon motivo. In questo caso, si tratta di aziende il cui potenziale di crescita degli utili è molto limitato. Nel frattempo, i Magnifici 7 sono diventati i Magnifici 5, in quanto Tesla e Apple non sono state all'altezza delle (alte) aspettative.
«Se ricordate, in passato abbiamo detto che le aziende di successo, a prescindere dalla resilienza del loro business, soffrono la normalizzazione della crescita degli utili e della redditività. Questo è esattamente ciò che sta accadendo e ciò che ci si deve aspettare in futuro», avverte Lfg+Zest Sa secondo cui ora deve verificarsi la crescita degli utili per giustificare le attuali valutazioni, i primi devono aumentare del 10% nei prossimi 12 mesi. Questo è anche ciò che si aspetta il consenso. «Non dovrebbe sorprendere leggere che riteniamo che la strada verso un tasso di crescita degli utili del 10% sia piena di trappole. D'altra parte, se dovessimo cadere in una recessione, che comporterebbe una normalizzazione del multiplo di valutazione e un calo degli utili di circa il 10%, il fair value del mercato è stimato a circa 3600. Pertanto, alle valutazioni attuali, eviteremmo di inseguire l'attuale rally».
Dall'inizio dell'anno, le azioni europee hanno messo a segno una performance straordinaria, battendo sia l'S&P 500 sia il Nasdaq. Come è stato possibile? Innanzitutto, il settore finanziario ha beneficiato dell'aumento dei tassi d'interesse (3 dei 5 titoli più performanti in Europa sono banche) e l'esposizione settoriale all'interno degli indici europei è più pesante rispetto agli Stati Uniti. In secondo luogo, la valutazione dell'intera regione è equa (non costosa), il che ha contribuito a contenere le recenti perdite a seguito di un'altra impennata dei tassi d'interesse. A proposito di valutazioni, il mercato europeo non è mai stato così a buon mercato rispetto a quello statunitense. Si tratta di un'opportunità di acquisto o di una trappola di valore? «È difficile dirlo. Se la Cina riprende slancio e la Germania risolve i problemi di produttività di cui soffre da diversi anni, le società europee potrebbero essere scambiate a prezzi stracciati. In caso contrario, sarebbe necessario fare un po' di cherrypicking per evitare spiacevoli sorprese», indica Lfg+Zest Sa.
Finora i settori più performanti sono stati i Servizi di Comunicazione, l'Energia e l'Informatica. Non è una sorpresa, visto l'aumento del prezzo del petrolio e i rendimenti di Nvidia, Netflix, Meta e gli altri. «Se da un lato riteniamo che i servizi di comunicazione e l'informatica rimarranno la fonte principale di crescita nei prossimi anni, dall'altro pensiamo che le valutazioni costose rendano questi due settori meno attraenti di quanto il loro profilo di crescita lascerebbe intendere. Alla luce del nostro atteggiamento conservativo e tenendo conto delle prospettive di crescita dei componenti sottostanti, riteniamo che il settore energetico e quello sanitario siano più interessanti nel breve termine». Alberto Conca, responsabile investimenti di Lfg+Zest Sa, ha quindi individuato 10 azioni interessanti su cui puntare.
Pandora. Grazie al successo delle nuove collezioni che si affiancano ai classici bracciali la società si trova in quella nicchia di mercato che sfrutta il cosiddetto «affordable luxury» che cresce anche quando l’economia rallenta.
Experian è uno dei maggiori fornitori di servizi per la valutazione del credito, uno dei beneficiari dell’adozione dell’intelligenza artificiale per il miglioramento della valutazione dei crediti e del rischio. La sua esposizione globale le permette di essere immune dalle oscillazioni delle economie locali.
Saab AB è uno dei diretti beneficiari dell’aumento della spesa militare in Europa. La Nato richiede maggiori sforzi ai paesi europei che si approvvigioneranno maggiormente da società europee.
Recordati è sostenuta da una solida pipeline di medicine e senza avere scadenze di brevetti nei prossimi anni, è un interessante investimento sulle opportunità offerte dal settore farmaceutico.
Volvo è un titolo stabile e sicuro con un potenziale di crescita nel lungo termine sostenuto da investimenti in tecnologie innovative e da un’espansione della gamma di prodotti nel settore automotive.
Stellantis. Le vendite di auto continuano a essere buone, così come i profitti. Inoltre, si procede sul progetto di espansione nei Paesi Emergenti (America Latina, Brasile e Sud-est Asiatico); mentre in Europa e Stati Uniti l’unico obiettivo è di aumentare le quote di mercato delle auto elettriche e ibride.
Inditex. La società gode di un’ottima visibilità nel proprio settore, presenta margini molto elevati e più del 50% delle società competitor presentano dati peggiori per: crescita, leverage e redditività.
Tenaris è leader mondiale nella produzione di tubi per la produzione di gas e petrolio, ha una struttura finanziaria molto solida, multipli alti, ma bilanciati da margini superiori alla media del settore.
Atcoa vanta una leadership nel settore, con un fatturato diversificato di oltre il 45% nel settore dei compressori, un portafoglio clienti in oltre 180 paesi e una forza lavoro di oltre 49.000 professionisti altamente qualificati.
Logitech. La società continua a generare profitti dalla crescente domanda di prodotti per il gaming, sostenuta dall'interesse sempre più alto nei confronti degli esports e dello streaming live. (riproduzione riservata)