Negli investimenti il tempismo è tutto. E a Piazza Affari lo dimostra il caso di Diasorin: un investitore che avesse comprato il titolo della società di diagnostica italiana a inizio dicembre ora si troverebbe in portafoglio una plusvalenza di quasi il 20% dopo un mese. Chi ha acquistato le azioni un anno fa, invece, vede una perdita di circa il 30%. Che cosa è cambiato?
Anche senza tornare ai fasti del Covid, quando Diasorin era arrivata a superare i 200 euro, a gennaio 2025 passato il titolo scambiava intorno a 100 euro per azione. Ora scambia poco sotto i 73 euro, avvicinandosi di nuovo al livello di inizio novembre, prima che i conti al 30 settembre e il taglio della guidance innescassero un calo del 15% in una sola seduta.
La ripresa ha accelerato nelle ultime settimane, dopo che la società ha ottenuto prima del previsto l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (Fda) statunitense del primo panel di test per le infezioni da virus respiratori per la piattaforma diagnostica molecolare Liaison Nes.
La notizia è stata ritenuta «positiva» dagli analisti di Banca Akros ed Equita, dal momento che permette al gruppo di accedere al mercato della diagnostica molecolare point of care (ovvero dell’esecuzione dei test direttamente nei luoghi dove si assistono i pazienti come ambulatori o abitazioni) negli Stati Uniti. Banca Akros mantiene rating accumulate su Diasorin, con un prezzo obiettivo di 90 euro, mentre Equita ha confermato il giudizio buy e il target price di 96 euro.
Con le ultime novità «Diasorin amplia ulteriormente la propria offerta molecolare entrando per la prima volta nel segmento point of care che offre importanti opportunità di crescita», hanno scritto gli esperti di Equita in un report, stimando un contributo da Liaison Nes di circa 10 milioni di euro nel 2026 (meno dell’1% dei ricavi del gruppo) e di 25 milioni il prossimo anno.
Il consenso Bloomberg assegna a Diasorin un target price medio di 82,4 euro, con 10 buy, tre hold e tre sell. Tra gli analisti, di recente Barclays ha ridotto da equal-weight a underweight il giudizio sulla società diagnostica, con prezzo obiettivo sceso a 60 euro. «Riteniamo che Diasorin debba affrontare rischi di crescita strutturali, dato il calo dei ricavi dei test Covid, con il core business dell'immunodiagnostica che dovrà affrontare ostacoli in termini di prezzi e rimborsi negli Stati Uniti e in Cina nel 2026», si legge in un’analisi sul settore biotech europeo. «Prevediamo inoltre un aumento della pressione sul margine lordo a causa del minor utilizzo della piattaforma, dell’aumento dei costi e dell’intensificarsi della concorrenza da parte di operatori diagnostici più grandi con una scala più forte e un menu di test più ampio».
Anche AlphaValue ha ridotto il target price, portandolo da 118 a 111 euro con raccomandazione buy, dopo aver abbassato le stime dell’utile per azione del 12,6% sul 2025 e del 7,6% sul 2026. Per Diasorin «l’ampliamento dell'offerta è fondamentale per il futuro», scrivono gli esperti, aggiungendo però che la società italiana può andare incontro a «pressione sui prezzi, in particolare sui test di routine, a causa del continuo consolidamento dei laboratori e della forte concorrenza dei grandi nomi del settore». (riproduzione riservata)