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Azioni, 20 titoli su cui puntare per chi crede nel calcolo quantistico
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Azioni, 20 titoli su cui puntare per chi crede nel calcolo quantistico

03 ottobre 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 07 ottobre 2025, 15:47

L’informatica quantistica, emergente ma in rapida crescita, rivoluzionerà pharma, energia e difesa. Più aziende specializzate in Usa. Ma anche in Ue ci sono occasioni per un investitore paziente

L’informatica quantistica è un comparto giovane e ancora poco rappresentato nei portafogli degli investitori, ma con un elevato potenziale trasformativo e di crescita. Per McKinsey il settore del quantum computing potrebbe raggiungere un valore di 72 miliardi di dollari entro il 2035 (300 milioni di dollari nel 2024 secondo BofA). Un percorso sostenuto non solo dall’interesse industriale, ma anche da forti investimenti pubblici, dalle partnership tra governi, aziende e istituti di ricerca e dalle prime applicazioni commerciali già avviate, sottolinea a Milano Finanza Tom Bailey, Head of Research di HANetf.

D’altra parte, quando la complessità delle simulazioni cresce in modo esponenziale, persino i più grandi supercomputer del mondo faticano a simulare con precisione anche le molecole più semplici. Questo perché, spiega Luke Ward, investment manager per le società private di Baillie Gifford, la natura di quei problemi è quantistica e richiede un approccio probabilistico alla risoluzione, piuttosto che un approccio classico e deterministico.

Più qubit fanno la differenza

I computer quantistici possono portare a scoperte fondamentali in biologia, chimica e fisica, aprendo la strada a energia a minor costo, farmaci più efficaci e soluzioni migliori per combattere il cambiamento climatico. Ma anche la scala conta, aggiunge Gifford. È relativamente semplice produrre un piccolo computer quantistico con una manciata di quantum bit, l’equivalente dei transistor, ma per affrontare problemi complessi e rilevanti è necessario disporre di un computer in grado di scalare fino a milioni di qubit. In pratica, un singolo qubit non è «più informativo» di un bit dei computer classici, ma quando si mettono insieme molti qubit e si sfruttano le loro proprietà quantistiche, diventano possibili calcoli che un computer classico impiegherebbe anni a eseguire.

«Ciò che rende l'informatica quantistica particolarmente interessante è la crescente sensazione che il settore si stia avvicinando a un punto di svolta, con l'ad di Nvidia, Jensen Huang, tra gli ultimi leader tecnologici a sostenere questa visione», sostiene Pierre Debru, head of research Europa di WisdomTree, osservando che i progressi nella stabilità dei qubit e nella correzione degli errori ne stanno migliorando l'affidabilità, mentre le piattaforme basate su cloud e i centri di calcolo ad alte prestazioni stanno ampliando l'accesso e consentendo approcci ibridi.

Investimento non da toccata e fuga

Oltre 40 miliardi di dollari di finanziamenti pubblici e 15.000 brevetti in cinque anni dimostrano il forte slancio del settore. Ma non è una passeggiata. «I titoli delle aziende specializzate hanno registrato di recente un rialzo, ma i sistemi rimangono soggetti a errori e la redditività (7 società nella tabella in pagina hanno eps negativi, ndr) non è garantita. Il vantaggio risiede nel potenziale del quantum di trasformare settori che vanno dall'industria farmaceutica e finanziaria alla sicurezza informatica, ma i rischi tecnici, finanziari e di scalabilità sono reali. Si tratta, quindi, di un tema a lungo termine, ad alto rischio/alto rendimento, non di un investimento a breve», avverte Moritz Henkel, product manager di VanEck.

I pure player Usa

A dettare il ritmo sono gli Stati Uniti, con le prime società quotate specializzate esclusivamente nel settore quantistico, ad esempio IonQ, Rigetti, D-Wave, Quantum Computing; con ulteriori ipo già annunciate: Infleqtion, valutata 1,8 miliardi di dollari, e Horizon Quantum 503 milioni; con start up (le statunitensi PsiQuantum, che ha raccolto 1 miliardo di dollari per costruire due computer quantistici commerciali entro il 2030, Atom Computing, Xanadu, QuEra, l’austriaca Alpine Quantum, le francesi Pasqal e Alice & Bob) che potrebbero presto sbarcare in borsa e le big tech coinvolte come Nvidia, Microsoft, Ibm, Amazon, Aphabet e Intel.

Per Bailey di HANetf i due nomi degni di nota sono IonQ e D-Wave: la prima ha intrapreso una politica di espansione aggressiva attraverso acquisizioni, tra cui Oxford Ionics, Lightsynq Technologies e Capella Space. Il sostegno istituzionale è aumentato, con Morgan Stanley che ha una partecipazione del 7% nella società che ha registrato una forte crescita dei ricavi, +82% su base annua nel secondo trimestre del 2025 e +172,4% rispetto al trimestre precedente. Sebbene l'azienda non sia ancora redditizia, rappresenta una delle storie di crescita più ambiziose del settore. D-Wave (+42% fatturato e utile nel secondo trimestre) si differenzia per la sua attenzione alla fornitura di soluzioni in settori quali la logistica e la gestione della catena di approvvigionamento.

Gli emergenti in Ue

L’Europa sta intensificando la ricerca e l'attività privata, e la Commissione ha adottato una strategia Quantum Europe per posizionare l'Ue come leader globale entro il 2030. Sebbene Arqit Quantum (l’azione con più potenziale di upside: +26% insieme a Deutsche Telekom e Sap) rimanga per ora l'unica società europea specializzata (crittografia quantistica e tecnologie di comunicazione sicure) in questo settore, anche se quotata negli Stati Uniti, colossi industriali e delle comunicazioni come Deutsche Telekom, Nokia, Siemens e Infineon dimostrano il più ampio coinvolgimento dell'Europa nei brevetti e nelle infrastrutture quantistiche. In particolare, il colosso tlc tedesco è attivo con «Quantum-as-a-Service», fornisce accesso quantistico basato su cloud e ha un laboratorio di ricerca quantistica dedicato (più di 35 brevetti rilevanti).

Anche il produttore di chip Infineon ha una forte attività brevettuale (oltre 40) nei processori quantistici e nell'elettronica di controllo e Siemens (più di 35 brevetti) è coinvolta nella ricerca, nei circuiti integrati di controllo quantistico e negli strumenti per l'automazione della progettazione elettronica nei sistemi quantistici. Mentre Nokia (130 brevetti) lavora su reti sicure dal punto di vista quantistico, processori topologici e fotonici e tecnologie di crittografia quantistica ibrida per proteggere gli abbonati mobili e le reti aziendali.

Le aziende tedesche credono fortemente nel futuro del calcolo quantistico al punto che 14 di loro hanno fondato il Quantum technology and application consortium per passare dalla teoria alla pratica, sfruttando le attuali conoscenze per mettere a punto delle soluzioni utilizzabili in ambito industriale.

In Italia, invece, Stm, leader nei semiconduttori, ha stretto una collaborazione con la start-up francese Quobly per produrre unità di elaborazione quantistica su larga scala. Obiettivo: mettere sul mercato la prima generazione di prodotti nel 2027. Anche Leonardo opera nel segmento di future applicazioni che si basano su tecnologie quantistiche per applicazioni in ambito sensing, communication e cripto, nonché sul quantum computing. E proprio nell’ultima settimana la più piccola Predict, quotata all’Egm e attiva nel settore della diagnostica in vivo, ha stretto un accordo con Shenzhen Spinq Technology per la distribuzione di diversi modelli di computer quantistici in Italia.

Alla luce di tali sviluppi, HANetf anticipa a Milano Finanza di aver integrato i due nuovi sottotemi di investimento, tecnologia della difesa, spinta dall’urgenza di integrare software avanzati, droni e cybersecurity nelle capacità militari tradizionali, e informatica quantistica, nell’Hans-Gins Tech Megatrend Equal Weight Ucits Etf. 

Il nuovo volto della difesa

Negli ultimi anni, infatti, anche il comparto della difesa si è affermato a livello globale, anche perché la Nato ha alzato i target di spesa, con i Paesi membri che si sono impegnati a destinare il 3,5% del pil alle forze convenzionali entro il 2035, affiancando un ulteriore 1,5% agli ambiti di resilienza tecnologica e cybersecurity. Quest’ultima, osserva Bailey, rappresenta un’area in rapida espansione: le stime  indicano un tasso medio annuo composto di crescita del 16,1% fino al 2032, raggiungendo 63,4 miliardi di dollari con alcuni player che si stanno ben posizionando.

È il caso di Rocket Lab, specializzata in servizi di lancio, sistemi satellitari e infrastrutture spaziali. Dopo aver sviluppato il razzo Electron, ha avviato lo sviluppo dei più grandi e parzialmente riutilizzabili Neutron, progettati per competere nei lanci di sicurezza nazionale. L’azienda ha già conquistato contratti con la US Space Force e altre agenzie governative, rafforzando il proprio posizionamento strategico. I numeri confermano la traiettoria positiva: se i ricavi nel 2024 ammontavano a 436 milioni di dollari (+78%), il secondo trimestre di quest’anno ha visto un record di 144 milioni di ricavi (+36%).

Diverso ma complementare è il caso di Tyler Technologies, il più grande fornitore statunitense di soluzioni software per governi statali e locali, con applicazioni che spaziano dalla sicurezza pubblica ai tribunali, dalla finanza ai sistemi normativi. Il suo modello di business, basato su contratti a lungo termine e ricavi ricorrenti, lo rende meno ciclico rispetto ai competitor. I ricavi sono cresciuti costantemente: le vendite lo scorso anno hanno raggiunto i 2,14 miliardi di dollari (+9,5%). La crescita più forte si è registrata nel settore del software-as-a-service, dove i ricavi sono aumentati di oltre il 21% su base annua nel secondo trimestre del 2025. 

(riproduzione riservata)



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