L’intesa di libero scambio tra Unione Europea e India, attesa per martedì 27 gennaio a New Delhi con la firma politica di Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, segna un potenziale punto di svolta per l’industria automobilistica europea. Per la sua applicazione ci sarà bisogno della ratifica del Parlamento Europeo, ma l’accordo è già considerato uno dei più rilevanti sul piano commerciale e geopolitico.
Il nodo chiave riguarda i dazi sulle auto importate dall’Ue, che l’India si appresta a ridurre fortemente: dal livello attuale compreso tra il 70% e il 110% al 40%, addirittura con una possibile discesa progressiva fino al 10% negli anni successivi. La misura, secondo fonti citate da Reuters, riguarderà inizialmente un contingente limitato di veicoli con prezzo superiore a 15 mila euro, offrendo alle case europee una prima finestra di accesso a un mercato finora fortemente protetto.
Per i costruttori del Vecchio Continente - da Volkswagen, Stellantis, Renault fino ai marchi premium Mercedes-Benz e Bmw - si tratta di un’opportunità strategica. L’India è oggi il terzo mercato mondiale dell’auto, con 4,4 milioni di vetture vendute ogni anno e una crescita attesa fino a 6 milioni entro il 2030. Nonostante la presenza produttiva locale, i gruppi europei non superano complessivamente il 4% delle vendite, schiacciati dal dominio di Suzuki e dei player domestici Mahindra e Tata.
Il taglio dei dazi consentirà alle case europee di ampliare l’offerta di modelli importati, testare la domanda e valutare nuovi investimenti industriali senza l’immediato vincolo della produzione locale. Resta però una cautela sul fronte elettrico: i veicoli a batteria saranno esclusi dalle riduzioni tariffarie per i primi cinque anni, a tutela degli investimenti indiani nel settore Ev.
Sul piano più ampio, l’accordo rafforza l’asse Ue-India anche come risposta alle tensioni commerciali globali e alle politiche protezionistiche statunitensi con Donald Trump. Ma soprattutto per l’auto europea questo accordo apre le porte di un mercato in grande espansione. (riproduzione riservata)