L’Europa non affronterà la spinosa questione delle multe alle case automobilistiche europee almeno fino a marzo. Da quest’anno i costruttori che non rispetteranno i nuovi e più stringenti target sulle emissioni rischiano di andare incontro a pesanti sanzioni e in molti vorrebbero cambiare le regole per posticiparle e spingono ad agire con urgenza. Ma, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, per ora niente cambierà.
Nonostante Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, si sia impegnata a occuparsi in prima persona della crisi dell’automotive in Europa, per il momento la questione viene rimandata e dietro questo attendismo ci sarebbero motivazioni politiche che coinvolgono il principale partito europeo. Il Ppe, al cui interno ha un peso importante la componente della Cdu tedesca, avrebbe messo in stand-by una soluzione al problema delle multe almeno fino alle elezioni, che si terranno il 23 febbraio.
Il timore del partito cristiano-democratico presieduto da Friedrich Merz è quello di cavalcare un tema, sostenendo la battaglia contro le multe sulle emissioni, che può favorire il partito di estrema destra Alternative für Deutschland. Per questo motivo la Cdu vuole tenere l’argomento il più possibile lontano dalla campagna elettorale, anche per evitare di creare fratture con i potenziali alleati di una Grosse Koalition con socialisti e verdi, che sul tema politiche green hanno posizioni diverse e sono di base favorevoli ai nuovi e più restrittivi target sulle emissioni.
In attesa che la partita sulle multe si sblocchi, la settimana prossima il ministro delle Imprese Adolfo Urso parteciperà alla plenaria in Europa, tornando a parlare di automotive e della proposta italiana sul rinvio delle multe e sui biocarburanti. In quell’occasione l’Ecr, il gruppo dei conservatori, presenterà un sondaggio sulla crisi in atto nel settore dell’auto e sul suo impatto. Ieri anche l’Acea, l’associazione dei costruttori europei, è tornata a incalzare i leader Ue sulla transizione all’elettrico chiedendo maggiore flessibilità. (riproduzione riservata)