Il momento di crisi del settore auto in Europa può avere impatti o ripercussioni sul settore bancario del continente? A chiederselo, analizzando la situazione, è un report di S&P Global Ratings, che prende in considerazione le maggiori banche europee e la loro esposizione all’automotive.
Le case automobilistiche europee devono far fronte alla debolezza della domanda, alla forte concorrenza dei produttori cinesi e alla pressione sulla redditività dovuta alla transizione verso i veicoli elettrici, sottolinea S&P, fattori che mettono a prova i loro modelli di business. E ci sono diverse grandi banche dell’Unione Europea, tra cui Commerzbank, CaixaBank, Erste Group Bank e le italiane Unicredit e Intesa Sanpaolo, che hanno una notevole esposizione al settore automobilistico europeo e ai suoi fornitori. Ma secondo S&P le grandi banche europee mantengono una posizione resiliente, grazie alla loro capacità di assorbire eventuali perdite creditizie nel settore auto.
Gli analisti di S&P si attendono che gli utili delle banche possano assorbire agevolmente potenziali perdite di credito aggiuntive derivanti da questo settore. Gli esperti però avvertono anche che le potenziali ricadute di un ulteriore deterioramento del settore automobilistico rappresentano un rischio al ribasso per la qualità degli attivi delle banche in Germania, Svezia ed Europa centrale e orientale, dove l’industria automobilistica contribuisce in modo significativo al pil e all’occupazione.
Nel suo report S&P include due grandi banche italiane: Unicredit e Intesa Sanpaolo. L’istituto guidato da Andrea Orcel è indicato tra le quattro banche europee con esposizioni più elevate al settore automobilistico e ai suoi fornitori, superando il 3% dei prestiti totali alle imprese non finanziarie. Questo rappresenta circa il 1,5%-2,5% del totale dei prestiti ai clienti. La qualità del portafoglio auto di Unicredit è però in linea con il resto dei prestiti corporate, con un tasso di crediti deteriorati (npl) del 4% e una quota di crediti in fase 2 dell’11%. Anche in caso di peggioramento del settore auto, secondo S&P, Unicredit dispone di un buffer sufficiente per gestire l’aumento di crediti deteriorati senza impattare in modo significativo sui suoi utili.
Meno di Unicredit, ma anche Intesa Sanpaolo è tra le banche con le esposizioni più elevate al settore auto, con il gruppo guidato da Carlo Messina coinvolto in finanziamenti correlati al settore, soprattutto tra i produttori di pneumatici. Gli analisti ritengono che anche per Intesa le eventuali perdite derivanti da esposizioni nel settore auto sarebbero contenute e gestibili, grazie alla sua diversificazione e alla solida performance operativa. (riproduzione riservata)