Byd passa alle vie legali nei confronti degli Stati Uniti e, allo stesso tempo, rilancia sul fronte tecnologico. Lo scrive Car News China, secondo cui l colosso cinese dell’auto elettrica e delle batterie ha avviato una causa contro il governo statunitense per contestare la legittimità dei dazi imposti negli ultimi anni, mentre agli investitori ha svelato progressi significativi nello sviluppo di batterie al sodio e allo stato solido, che potrebbero rafforzarne ulteriormente la posizione di dominio globale nel settore.
Lo scorso 26 gennaio quattro controllate statunitensi del gruppo - Byd America, Byd Coach & Bus, Byd Energy e Byd Motors - hanno presentato un ricorso presso la Us Court of International Trade contro una serie di ordini esecutivi sui dazi adottati dall’amministrazione Usa nell’ambito dell’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa). Tra le misure contestate figurano le tariffe su Cina, Messico e Canada, oltre a quelle più recenti che colpiscono anche Brasile e India. Secondo Byd, l’esecutivo avrebbe ecceduto i propri poteri, imponendo dazi senza una base statutaria adeguata.
Il gruppo chiede alla Corte di dichiarare illegittimi gli ordini esecutivi, bloccarne l’applicazione e disporre il rimborso dei dazi già versati, con interessi e spese legali. Il procedimento rientra in una vasta ondata di contenziosi avviati da migliaia di importatori contro l’uso dell’Ieepa in materia tariffaria. Un caso pilota, promosso da un importatore newyorkese di vini, ha già ottenuto sentenze favorevoli nei primi gradi di giudizio; la parola definitiva spetterà ora alla Corte Suprema, attesa pronunciarsi entro la prima metà del 2026. In attesa del verdetto, il tribunale commerciale ha congelato i procedimenti, inclusa la causa Byd.
Secondo fonti cinesi, l’azione legale ha comunque una valenza strategica: consente a Byd di preservare il diritto a eventuali rimborsi e di estendere il perimetro della contestazione anche ai dazi più recenti. Un esito favorevole potrebbe avere effetti rilevanti sul piano industriale, aprendo la strada a un ingresso a basso dazio delle auto Byd negli Stati Uniti e nei Paesi limitrofi. In particolare, i veicoli prodotti in Brasile potrebbero beneficiare di tariffe inferiori al 15%, mentre tornerebbe in gioco il progetto, finora sospeso, di uno stabilimento in Messico, oggi principale mercato estero del gruppo con oltre 120 mila veicoli esportati nel 2025.
Negli Stati Uniti Byd è già presente con attività industriali e infrastrutturali. Dal 2013 opera a Lancaster, in California, dove gestisce uno dei maggiori impianti nordamericani di autobus elettrici, con una capacità annua di circa 1.500 mezzi e oltre 750 addetti. Il business Usa, focalizzato su trasporto pubblico ed energy storage, genera ricavi stimati tra 500 milioni e un miliardo di dollari l’anno.
Parallelamente alla battaglia legale, Byd continua a spingere sull’innovazione. In un recente incontro con gli investitori, il gruppo ha annunciato di aver sviluppato batterie agli ioni di sodio con una vita utile fino a 10.000 cicli, un valore nettamente superiore alle attuali batterie Lfp (litio-ferro-fosfato) per veicoli elettrici, che si attestano mediamente tra 2.000 e 3.000 cicli. La tempistica per la produzione di massa sarà definita in base alla domanda di mercato, ma la ricerca ha già raggiunto la terza generazione della piattaforma tecnologica.
Byd ha spiegato di aver risolto le principali criticità legate alla precipitazione del sodio e alle alte temperature grazie a nuovi materiali e a sistemi elettrochimici avanzati. Il gruppo, secondo produttore mondiale di batterie dopo Catl, guarda con attenzione a questa tecnologia emergente, che potrebbe ridurre la dipendenza dal litio e abbassare i costi. Sul fronte competitivo, Catl ha già avviato le prime applicazioni commerciali: una vettura con batterie al sodio sviluppate con Changan arriverà sul mercato a metà 2026.
Non solo sodio. Byd conferma anche un approccio «multi-path» alle batterie allo stato solido. In particolare, le soluzioni a base di solfuri sono considerate promettenti per migliorare autonomia e tempi di ricarica. Secondo il gruppo, una produzione su piccola scala potrebbe partire dal 2027, in linea con le precedenti comunicazioni. (riproduzione riservata)