skin track
La guerra dei dazi → VAI AL DOSSIER
Auto, alcolici e chip: cosa cambia per Stellantis, Campari, Stm e Technoprobe dopo l’intesa sui dazi Usa. Ubs taglia le stime
Mercati Azionari Leggi dopo

Auto, alcolici e chip: cosa cambia per Stellantis, Campari, Stm e Technoprobe dopo l’intesa sui dazi Usa. Ubs taglia le stime

22 agosto 2025, 10:47 Ultimo aggiornamento: 15:54

Euro Stoxx auto e beverage in rialzo all’indomani dell’intesa finale tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi: confermati al 15% su auto, farmaci (a zero per i generici) e chip, mentre non è stato trovato l’accordo sul vino. I calcoli degli analisti. Ubs vede l’EuroStoxx 50 a 5.500 punti a fine 2025

L’Euro Stoxx auto sale dello 0,41% e l’Euro Stoxx beverage dello 0,14% all’indomani dell’intesa finale tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi: confermati al 15% su auto, farmaci (a zero per i generici) e chip, mentre non è stato trovato l’accordo sul vino. Inoltre, l’Ue si è impegnata ad acquistare dagli Usa chip per l’intelligenza artificiale per almeno 40 miliardi di dollari, oltre che armamenti. Confermata anche l’intenzione di acquistare gas e petrolio americano per 750 miliardi di dollari entro il 2028. Mediobanca Research non vede cambiamenti rilevanti rispetto all’accordo già raggiunto a luglio: «vale la pena notare che le tariffe su vino e alcolici sono rimaste al 15%».

Auto graziata

Automobili e componenti per auto saranno soggetti a dazi del 15%, rispetto all’attuale 27,5%. Invece, fa presente Banca Akros, i suv saranno esclusi poiché classificati negli Stati Uniti come camion e continueranno a essere soggetti a dazi del 25%. In cambio, l’Ue si è impegnata a eliminare i dazi su tutti i prodotti industriali statunitensi (incluse le automobili) e a garantire un accesso preferenziale al mercato per un’ampia gamma di prodotti ittici e agricoli statunitensi.

«La decisione non sorprende, considerando che i dazi per le auto importate dal Giappone sono stati fissati al 15%, pur non avendo una quota rilevante di componenti made in Usa», commenta Equita. «Il beneficio per i car maker europei è comunque modesto poiché l’esposizione diretta degli scambi Usa-Europa è mediamente small single digit con la sola eccezione di Ferrari (+0,67% a 403 euro) che, comunque, ha dimostrato di essere resiliente con l’immediata implementazione di aumenti dei prezzi».

Per la Sim il principale beneficiario è Stellantis (+0,98% a 8,37 euro) in quanto l’impatto negativo di 1,5 miliardi di euro a livello di ebit rettificato stimato dalla società per il 2025 (riferito a soli 9 mesi, ovvero da quanto sono entrati in vigore i nuovi dazi) può ridursi fino a un quarto. Anche Volvo Cars (data la sua limitata produzione negli Usa, pur essendo esposta per circa il 17% alle vendite negli States) e Porsche (che esporta interamente dall’Europa verso gli Usa), secondo l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, sono tra i principali beneficiari della riduzione dei dazi sulle importazioni, ma con un impatto positivo anche per gli altri Oem come Mercedes, Bmw, Volkswagen.

Per altro, secondo Intesa Sanpaolo, la riduzione dei dazi statunitensi sulle importazioni di auto al 15% è già in gran parte scontata dal mercato, con il principale focus sul timing della sua effettiva attuazione: «considerando l’importanza della riduzione dei dazi sulle auto statunitensi per l’Ue, ci aspettiamo che le proposte legislative per attuare la riduzione vengano adottate in un periodo relativamente breve», prevedono a Intesa Sanpaolo, giudicando, nel complesso, la notizia positiva per il settore automobilistico in quanto rende più gestibile l’impatto negativo dei dazi commerciali (anche in vista di ulteriori possibili misure di mitigazione da parte dei produttori) e riduce ulteriormente il livello di incertezza sulle prospettive a breve-medio termine del settore.

L’impatto più rilevante resta, comunque, quello dei dazi verso Messico e Canada (25% sebbene alleviati dai crediti fiscali per due anni per chi assembla negli States) per le altre società, coperte da Equita, che producono componenti con la sola eccezione di Eurogroup Laminations, l’impatto diretto sarebbe minore in quanto in buona parte rientrano nelle esenzioni Usmca per l’import da Messico e Stati Uniti o comunque, allo stato attuale hanno dichiarato di non essere esposte a maggiori pressioni sui prezzi da parte dei clienti.

Non gli alcolici

Al momento non è stata concessa alcuna esenzione dai dazi per i prodotti del settore vino e liquori, lasciando il comparto soggetto a tariffe commerciali del 15% nonostante il lobbying da parte di Francia e Italia, i due Paesi europei più colpiti dalla misura. Il commissario europeo per il commercio ha dichiarato che l’Europa sta ancora lavorando per estendere l’esenzione al settore dei distillati e del vino.

«Per gli esportatori di vino italiani, la nuova soglia deve essere confrontata con i dazi medi del 2,4% applicati fino a pochi mesi fa sulle esportazioni di vino dall’Italia agli Stati Uniti, quindi rappresenta un forte incremento. Riteniamo la notizia marginalmente positiva per il settore automotive, mentre avrà un impatto negativo sul comparto vino e liquori (Campari +0,51%, Diageo -0,14%, Pernod Ricard è stabile e Remy Cointreau -0,09%, ndr) e su tutte le industrie collegate al settore», avverte Banca Akros.

Nella situazione attuale, per Campari questo si traduce in circa 20 milioni di euro di costi aggiuntivi per quest’anno o 35 milioni su base annualizzata, aggiunge l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. «La notizia è chiaramente negativa, ma l’impatto sulle nostre stime sarebbe modesto sui dati 2025, circa l’1% a livello di ebit ed Eps. Il 2% sulle stime per il prossimo anno, poiché le nostre previsioni già tengono conto dei venti contrari attesi dai dazi, sebbene per soli 15 milioni di euro quest’anno», precisa l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.

Il consenso rimarrà pressoché invariato sui dati 2025, poiché già tiene conto di uno scenario peggiore, mentre potrebbero esserci alcune revisioni al ribasso sui dati del consenso Bloomberg del prossimo anno, anche se al momento è difficile quantificarle. «Con i potenziali rischi derivanti dai dazi sui prodotti Ue ora superati, il prossimo passo sarà l’accordo con Messico e Canada, che continua a compromettere la visibilità in un settore già alle prese con il dilemma se la debole domanda sia strutturale o ciclica», avverte l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, ricordando che Messico e Canada beneficiano ancora dell’esenzione Usmca, ma l’accordo è in revisione. «Qualora la tequila importata dal Messico e il whisky dal Canada non fossero più esenti e fossero soggetti a dazi del 30%, i venti contrari per Campari sarebbero di circa 20 milioni di euro, 50 milioni su base annualizzata. Rimaniamo prudenti sul titolo Campari, coperto con un rating neutral e un target price a 6,5 euro, poiché continuiamo a ritenere che una svolta nel trend dell’eps non sia imminente».

L’impatto sui ricavi di Stm e Technoprobe

Per quanto riguarda l’imposta del 15% applicata anche ai semiconduttori, in attesa di verificare eventuali interventi migliorativi/peggiorativi ad hoc sul settore per l’applicazione della section 321, il contesto attuale implicherebbe per Stm (+1,21% a 22,65 euro) e Technoprobe (+1,39% a 6,55 euro), che spediscono negli Stati Uniti un 10% circa dei ricavi, un aggravio intorno all’1,5% dei ricavi su base annua nello scenario peggiore di oneri che ricadono per intero sui fornitori.

Ad oggi gli accordi di fornitura prevedono che i dazi siano a carico dei clienti per Technoprobe, per cui lo scenario più realistico potrebbe essere intermedio tra l’attuale (zero impatti) e il peggiore. Come sensitivity, un impatto dello 0,75% dei ricavi implicherebbe un impatto negativo del 7% sull’ebit 2026 di Stm e del 3% su quello di Technoprobe.

Un sollievo per il pharma

Un occhio, infine, ai prodotti farmaceutici di marca (Recordati +0,86% e Diasorin +0,35%) soggetti anch’essi ai dazi del 15%, non i generici. «Il 15% rappresenterà un tetto una volta conclusa l’indagine sulla sicurezza nazionale prevista dalla Sezione 232 riguardante l’industria farmaceutica», precisa l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. «Sebbene la conferma dell’inclusione sia probabilmente già scontata nelle aspettative del mercato, riteniamo che la pubblicazione dei dettagli, che sembra fissare un tetto all’aliquota dei dazi, potrebbe offrire alle aziende farmaceutiche europee un certo sollievo dal rischio di dazi più pesanti (più volte Trump aveva parlato di dazi al 200% per i farmaci, ndr)».

Probabile taglio delle stime di utili

Detto questo, avverte Pierre-Yves Gauthier, Head of Strategy di AlphaValue, i capricci del presidente statunitense, Donald Trump, possono annullare l’accordo in qualsiasi momento: «l’Europa ha commesso un enorme errore tattico cedendo al bullismo di Trump, mentre la Cina non lo ha fatto», ha sottolineato Gauthier.

Ora le aziende europee colpite dai dazi non hanno più motivi per procrastinare la pubblicazione delle loro guidance (solo le previsioni sugli utili 2025 per auto e lusso sono state ridotte, ancora prima di considerare l’accordo sui dazi) che probabilmente verranno riviste al ribasso. Per altro la guerra tariffaria è un meccanismo che si amplifica nelle catene di fornitura complesse; di conseguenza, anche i settori non colpiti direttamente dai dazi, come l’Aerospazio (probabilmente per non penalizzare il colosso Usa Boeing nella sua ripresa), soffrono comunque l’aumento dei prezzi.

Matthew Gilman, Cio Equity Strategist di Ubs, ha abbassato la sua stima di crescita degli utili per l’Eurozona per quest’anno da 0% a -3%, ma si aspetta che la crescita acceleri al 5% nel 2026 (il consenso a +12%) e più rapidamente nel 2027, probabilmente superando le attuali aspettative del consenso (+12%). Ciò implica rischi al ribasso per le previsioni di breve termine del consenso, ma rischi al rialzo per le previsioni di crescita degli utili nel 2027.

«Riteniamo che sia probabilmente troppo presto per ignorare l’incertezza sulla crescita nel breve termine, ma il potenziale di un rimbalzo degli utili dovrebbe fornire supporto alle azioni europee. Pertanto, useremmo eventuali ribassi come opportunità per aumentare l’esposizione all’area», ha affermato Gilman, preferendo un’esposizione selettiva all’Europa e raccomandando di utilizzare le correzioni per entrare gradualmente in titoli europei di alta qualità che beneficiano degli sviluppi politici positivi in Europa e delle opportunità di trasformazione capaci di sostenere i settori industriale e IT europei.

Ubs vede l’EuroStoxx 50 a 5.500 punti a fine 2025

Detto questo, Gilman vede un rialzo modesto per le azioni europee nei prossimi 12 mesi, con un target per l’EuroStoxx 50 (5.474 punti il 22 agosto) a 5.500 punti a fine anno e a 5.600 a giugno 2026. In caso di un accordo di pace tra Russia e Ucraina e ulteriori progressi sugli accordi commerciali con gli Stati Uniti con altre grandi economie che potrebbero stimolare la fiducia delle imprese e l’attività manifatturiera, aumentando le aspettative sugli utili e riducendo il premio per il rischio azionario, il target dell’EuroStoxx 50 a giugno 2026 salirebbe a 6.200 punti.

Viceversa, se l’aumento dei dazi Usa dovesse provocare una debolezza economica globale e la concorrenza cinese si facesse più dura, con il riemergere in Europa dell’incertezza politica per l’avvio delle discussioni sui bilanci in autunno, il target dell’EuroStoxx 50 a giugno 2026 scenderebbe a 4.200 punti. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza