Prove di distensione tra Federcalcio e governo. Dopo il polverone sollevato dall’ipotesi di una nuova agenzia per il controllo dei bilanci delle società di calcio e basket, il numero uno della Figc Gabriele Gravina ha chiesto e ottenuto di incontrare il ministro dello Sport Andrea Abodi. L’incontro, sollecitato a chiusura del vertice d’urgenza della Federazione convocato lunedì 6 marzo dallo stesso Gravina, si terrà giovedì 9 maggio alle 15:30. Presenti all’incontro, tra gli altri, anche i vertici di Coni, Federbasket, Lega Basket Serie A, Lega Serie A e Lega Serie B.
Si allarga nel frattempo anche al mondo della pallacanestro la polemica sulla proposta dell’esecutivo. Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente di Federbasket, Gianni Petruccioli commenta: «Le riforme si fanno confrontandosi preventivamente, non si impongono: tra poco ci toglieranno anche la giustizia sportiva».
Anche la politica continua a prendere posizione sull’iniziativa. Dopo l’appello alla prudenza lanciato dal capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri, il leader di Italia Viva Matteo Renzi parte lancia in resta: «Questa insistente e pervicace volontà di legiferare sul calcio infilando cose in altri provvedimenti – dice l’ex premier a margine degli Stati generali dei commercialisti – è un metodo assolutamente inaccettabile».
Il decreto legge, che introduce un nuovo soggetto indipendente al posto delle commissioni di vigilanza su calcio (Covisoc) e basket (Comtec), dovrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri di lunedì 13 maggio. Due settimane dopo, il 31 maggio, scadranno i termini per l’invio alla Covisoc della documentazione contabile dei club che intendono iscriversi ai campionati delle differenti categorie nella prossima stagione.
L’idea di un’Authority contabile svincolata e indipendente dalla Figc sul modello del calcio inglese rischia di aprire una crepa all’interno della governance del pallone. La proposta incontra in linea di massima il favore delle leghe guidate da Lorenzo Casini e Mauro Balata, che però puntano a ricondurre il nuovo ente nell’orbita delle leghe stesse o del Coni guidato da Giovanni Malagò. Il tutto nel contesto di una più ampia riforma dello sport più amato degli italiani.
È tra le pieghe di questi distinguo che Abodi – intenzionato ad andare a rete a ogni costo mentre sale il pressing su una sua possibile sostituzione al ministero in caso di rimpasto – potrebbe insinuarsi per portare a casa il match. Match che si disputa su un campo minato, sul quale si fronteggiano non solo le diverse anime dello sport ma anche quelle della politica: non tutta la maggioranza appare infatti convinta dell’iniziativa del ministro dello Sport. Con una differenza: se il governo può permettersi di coprirsi in difesa in attesa di maggiori dettagli, Gravina deve giocare necessariamente in attacco. (riproduzione riservata)