Nei pressi del Capital Jewish Museum a Washington, due dipendenti dell’ambasciata israeliana sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nella notte fra mercoledì 21 e giovedì 22 (ora italiana). Lo ha confermato la segretaria alla Sicurezza interna degli Stati Uniti, Kristi Noem, in un post su X.
La capa della polizia locale, Pamela Smith, ha dichiarato che il sospetto, un trentenne di Chicago, ha gridato «Free Free Palestine» dopo essere stato fermato. Prima della sparatoria, l’uomo era stato visto aggirarsi davanti al museo; dopo aver sparato, è entrato nell’edificio ed è stato bloccato dalla sicurezza.
Secondo l’ambasciatore israeliano negli Usa Yechiel Leiter, le vittime erano una giovane coppia prossima al fidanzamento: «Un giovane ha acquistato un anello questa settimana con l’intenzione di chiedere alla sua ragazza di sposarlo la prossima settimana a Gerusalemme. Erano una bella coppia».
Danny Danon, ambasciatore israeliano all’Onu, ha definito l’attacco un «atto depravato di terrorismo antisemita», mentre Donald Trump ha commentato su Truth Social: «Questi orribili omicidi di Washington, basati ovviamente sull'antisemitismo, devono finire, ORA!». (riproduzione riservata)