Numerose aziende di telecomunicazioni e altre compagnie di 80 paesi in tutto il mondo sarebbero state colpite da un attacco informatico di ampia portata a livello globale. Tra gli obiettivi degli hacker addirittura ci sarebbero stati i telefoni utilizzati da importanti politici, tra cui il presidente Usa Donald Trump e il vicepresidente J.D. Vance, durante la loro campagna elettorale dello scorso anno.
Un attacco questo, di dimensioni mai viste, che è stato condotto da hacker cinesi di un gruppo denominato Salt Typhoon ed è durato anni, secondo quanto riportato da un comunicato diffuso da una serie di agenzie d’intelligence. Tra queste, ci sono le principale agenzie Usa - Nsa, Fbi, Cisa - ma anche le agenzie d’intelligence di Australia, Germania (Bnd-BfV), Giappone, ma anche le italiane Aise e Aisi. In tutto, 23 agenzie nazionali di sicurezza.
Insomma attacchi hacker di dimensioni mai viste «sponsorizzato dallo Stato della Repubblica popolare cinese (Rpc)» e che «stanno prendendo di mira reti a livello globale, incluse - ma non limitate a - telecomunicazioni, enti governativi, trasporti, strutture ricettive e infrastrutture militari. Sebbene questi attori si concentrino principalmente sui grandi router di dorsale dei principali fornitori di telecomunicazioni, così come sui router di provider edge (Pe) e customer edge (Ce), essi sfruttano anche dispositivi compromessi e connessioni fidate per spostarsi lateralmente in altre reti. Spesso modificano i router per mantenere un accesso persistente e di lungo periodo alle reti», si legge nella dichiarazione congiunta diffusa dalle agenzie di intelligence.
«Non riesco a immaginare che nessun americano sia stato risparmiato, vista l’ampiezza della campagna», ha affermato Cynthia Kaiser, ex alto funzionario della divisione informatica dell’Fbi, che ha supervisionato le indagini sull’hacking, secondo quanto riporta il New York Times.
L’attacco informatico di Salt Typhoon indica una rafforzata capacità informatica per i gli hacker cinesi, in un momento in cui Pechino ha ambizioni d’influenza globali e concorrenziali rispetto all’occidente a trazione Usa, come dimostrato dalla maxi-parata militare mandata in scena a piazza Tiananmen il 3 settembre.
Le agenzie d’intelligence collegano l’attacco di Salt Typhoon ad almeno tre aziende tecnologiche cinesi - Sichuan Juxinhe Network Technology, Beijing Huanyu Tianqiong Information Technology e Sichuan Zhixin Ruijie Network Technology - operative dal 2021, mentre l’attività è stata scoperta lo scorso anno. La dichiarazione congiunta afferma che le aziende forniscono servizi alle agenzie di intelligence militari e civili cinesi, che svolgono operazioni all’estero.
«I dati sottratti attraverso queste attività contro fornitori stranieri di telecomunicazioni e servizi Internet (Isp), così come le intrusioni nei settori alberghiero e dei trasporti, possono in ultima analisi fornire ai servizi di intelligence cinesi la capacità di identificare e tracciare le comunicazioni e i movimenti dei propri obiettivi in tutto il mondo», si legge nella comunicazione.
Secondo il New York Times, tra gli obiettivi c’erano i telefoni utilizzati da importanti politici, tra cui il presidente Usa Donald Trump e il vicepresidente J.D. Vance, durante la loro campagna elettorale dello scorso anno. L’attacco aveva preso di mira anche i Democratici. Inoltre gli hacker sarebbero riusciti anche a carpire alcune conversazioni telefoniche di esponenti politici americani. (riproduzione riservata)