L’attacco hacker avvenuto lo scorso dicembre ha compromesso il computer della segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yallen. L'attacco, definito dal Tesoro come un «grave incidente», ha interessato anche i computer del vice segretario, Wally Adeyemo, e del segretario ad interim, Brad Smith.
Gli intrusi hanno avuto accesso a meno di 50 file sul computer di Yellen, concentrandosi principalmente su tematiche legate a sanzioni, intelligence e affari internazionali. Il fornitore di software BeyondTrust aveva avvisato il Tesoro l'8 dicembre che gli hacker avevano sfruttato le reti della società per infiltrarsi nel dipartimento governativo. Pur avendo avuto accesso a file non classificati su oltre 400 computer e 3.000 file su dispositivi personali, gli hacker non sono riusciti a penetrare nei sistemi classificati o nelle email ufficiali.
Tuttavia, secondo quanto riportato dal Tesoro, gli intrusi hanno avuto accesso anche a informazioni relative al Comitato per gli Investimenti Esteri negli Stati Uniti, che esamina le implicazioni per la sicurezza nazionale di investimenti esteri.
Il portavoce del Tesoro, Chris Hayden, ha declinato ogni commento. Nel frattempo, il personale del Tesoro era a Capitol Hill giovedì 16 gennaio per informare i legislatori sul cyberattacco, mentre la Commissione Finanze del Senato stava valutando la nomina di Scott Bessent , candidato di Donald Trump a nuovo Segretario al Tesoro.
Le autorità cinesi hanno negato le accuse di attacchi informatici sponsorizzati dallo stato, definendo le affermazioni statunitensi «diffamatorie e prive di fondamento», come dichiarato da un portavoce del Ministero degli Esteri cinese. Il computer compromesso di Yellen fa del caso del Tesoro l'ultimo attacco informatico attribuito al governo cinese che ha colpito i vertici di un dipartimento federale degli Stati Uniti. (riproduzione riservata)