Con Zenbook A14, Asus propone un notebook elegante e leggerissimo, con un peso inferiore al chilogrammo, un display Oled e un’autonomia ben superiore a una normale giornata di lavoro a un prezzo ufficiale di 1.099 euro che su alcuni siti online è inferiore ai 1.000 euro. Quello che colpisce subito dello Zenbook A14 è il design sottile ed elegante, che lo rende perfetto per il trasporto quotidiano in una borsa e uno zainetto grazie a uno spessore di 1,59 centimentri per un peso di 980 grammi. Merito della leggerezza e il materiale utilizzato da Asus per il telaio, il Ceraluminum, più leggero del 30% rispetto all’alluminio ma anche tre volte più resistente a graffi e alle cadute. Zenbook A14 non raggiunge i livelli di eleganza del più costoso Zenbook S14 ma si presenta come un notebook con un aspetto premium coerente con la fascia di prezzo, oltre a offrire un feeling piacevole grazie alla consistenza del materiale decisamente resistente ai graffi, anche se un po’ meno alle impronte digitali. Completa, nonostante le dimensioni compatte e il profilo sottile, la dotazione di porte che comprende sul lato sinistro due porte Usb-C, da cui avviene anche la ricarica, una Hdmi e una audio da 3,5 millimetri, mentre sul lato destro è presente una tradizionale Usb 3.2.
Meno avvincente l’ergonomia di tastiera e touchpad, tradizionalmente un punto debole dei notebook Asus rispetto ai punti di riferimento del settore come i ThinkPad di Lenovo, con un touchpad meccanico e non elettronico con feedback aptico, e una tastiera di derivazione americana, a partire dal tasto enter, con tasti un po’ gommosi . Il display da 14 pollici di diagonale di tipo Oled, invece, surclassa per qualità quello di molti competitor in questa fascia di prezzo, a partire dal nuovo Surface Laptop di Microsoft, con 1,07 miliardi di colori rappresentati correttamente e un contrasto avvincente che fanno apparire la luminosità superiore al valore massimo ufficiale di 600 candele per metro quadro con contenuti Hdr. Unica pecca la risoluzione del pannello, limitata a 1.920 x 1.200 pixel, e la frequenza di aggiornamento fissa a 60 Hz, oltre alla mancanza del supporto touch sempre utile per sfruttare al meglio le funzionalità di Windows 11. Sempre apprezzabile la presenza di un sistema di riconoscimento biometrico basato sul riconoscimento tridimensionale del volto, sicuro e più pratico del sensore per le impronte digitali adottato in altri notebook.

Asus ha dotato lo Zenbook A14 di un processore Snapdragon X di Qualcomm basato su architettura Arm, caratterizzato da consumi energetici molto ridotti e dalla presenza di una neural processing unit, ovvero una unità dedicata ai calcoli in virgola mobile capace di 45 mila miliardi di operazioni al secondo per supportare funzioni di intelligenza artificiale senza ricorrere a sistemi cloud. Nel corso della prova, l’autonomia raggiunta dallo Zenbook A14 ha superato di poco le 12 ore in condizioni di uso normale, ovvero sotto copertura Wi-Fi, con browser Edge e una decina di schede aperte insieme ad Outlook, Teams, Whatsapp, Word ed Excel, oltre a sporadici usi di Acrobat Pro e Photoshop. Un risultato notevole, legato però anche alle prestazioni del processore che si sono rivelate sensibilmente inferiori, specialmente per la parte grafica, sia al più potente Snapdragon X Elite di Qualcomm, sia all’ultima generazione di processori Intel come il Core Ultra 7 258v di cui è dotato lo Zenbook S14, che mantengono però la stessa eccellente autonomia.
Leggi anche: Intel Core Ultra serie 2, autonomia e compatibilità pronta per l'AI
Le prestazioni eccellenti della Npu non sono invece attualmente sfruttabili, dato il ritardo di oltre un anno di Microsoft nel rendere disponibili funzioni come la ricerca intelligente recall su Windows, il cui debutto è ora previsto per fine anno salvo ulteriori ritardi. I vantaggi dell’architettura Arm trovano però un limite nella compatibilità, che non è ancora a livello dei chip X86 come quelli di Intel e Amd. L’architettura Arm è gia supportata dal 100% delle prime 100 app in uso nelle aziende dal 96% delle prime 300, da Office a Photoshop sino a Whatsapp e Netflix, e in continua espansione, anche se nella prova alcune stampanti e scanner sia consumer sia professionali, e alcuni software di sicurezza, hanno registrato problematiche o limitazioni di funzionalità rispetto alla versione per chip X86. (riproduzione riservata)