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Asia, selloff sul tech: frana il Kospi (-8,1%), in rosso Nikkei e Hong Kong

23 giugno 2026, 07:30 Ultimo aggiornamento: 08:26

Il rialzo dei rendimenti obbligazionari negli Usa e il timore che le mega cap siano ben valutate mettono i listini del Far East sotto pressione, così come l’oro. Tassi Fed osservati speciali, conti di Micron sotto osservazione

Dopo la chiusura il rosso del Nasdaq, l’Asia sente il contraccolpo dei titoli tech e martedì 23 giugno il Kospi in Corea del Sud frana (-8,1% dopo essere stato sospeso per eccesso di ribasso) alle ore 7:30 italiane, il Nikkei cede il 2,3% dopo aver toccato nuovi massimi, mentre Hong Kong perde l’1,55% e Shanghai lo 0,7%. I futures sul Nasdaq viaggiano in netto rosso (-1,5%).

Selloff sul tech

I ribassi seguono la flessione delle mega-cap tecnologiche e il rialzo dei rendimenti obbligazionari negli Usa che lunedì hanno appesantito l’S&P 500. Nel frattempo, il petrolio ha registrato un lieve calo, con il Brent scambiato sotto i 77 dollari al barile, il Wti a 73,4. In discesa anche l’oro a 4.143 dollari.

«La debolezza dei grandi titoli tecnologici sta pesando sul sentiment di mercato», spiega Fabien Yip, analista di IG International. «Anche se l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran fa progressi, restano differenze sostanziali nel modo in cui i due Paesi interpretano i termini dell’intesa».

Il dollaro si è rafforzato nei confronti della maggior parte delle principali valute. Lo yen è rimasto vicino ai minimi dal 1986 (161,61 sul dollaro). Gli operatori continuano a monitorare con attenzione possibili interventi sul mercato valutario dopo il colloquio tra il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama e il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent.

Il tema dell’intelligenza artificiale è stato uno dei principali motori dei mercati azionari globali nel 2026, consentendo all’indice MSCI mondiale di superare anche le tensioni in Medio Oriente e di raggiungere ripetuti massimi storici, l’ultimo dei quali il 2 giugno. L’attenzione degli investitori si sposta ora sui risultati trimestrali di Micron Technology, attesi mercoledì. I conti del produttore di chip per la memoria rappresenteranno un test per verificare se la spesa legata all’intelligenza artificiale sia in grado di sostenere il rally del settore tecnologico. Il titolo Micron ha guadagnato oltre il 300% dall’inizio dell’anno.

Il petrolio si stabilizza mentre proseguono i colloqui tra Stati Uniti e Iran

Martedì il greggio si è stabilizzato intorno ai 74 dollari al barile (Wti) dopo le pressioni ribassiste della seduta precedente, mentre gli investitori valutano i segnali nei negoziati di pace in corso tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. Tra gli sviluppi più rilevanti, Washington ha concesso a Teheran una licenza di 60 giorni per vendere petrolio sui mercati internazionali, alimentando le aspettative di un più rapido recupero dell’offerta globale.

Anche il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è aumentato: produttori come Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno individuato rotte alternative per le esportazioni energetiche, mentre l’Iran ha spedito oltre 30 milioni di barili nell’ultima settimana. Resta però aperto il nodo del programma nucleare iraniano. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato che Teheran avrebbe accettato l’ingresso di ispettori nucleari, affermazione poi smentita dalle autorità iraniane.

La crescita dell’industria giapponese supera le attese

L’indice Pmi manifatturiero del Giappone elaborato da S&P Global è salito a 54,9 punti nel giugno 2026, superando sia il dato di maggio sia le aspettative del mercato, ferme a 54,5 punti. Tutte le cifre sopra 50 indicano espansione economica. I nuovi ordini sono aumentati al ritmo più elevato degli ultimi quattro anni, anche se le pressioni sui costi continuano a crescere a causa del conflitto con l’Iran. Anche il settore dei servizi è tornato a registrare una crescita nel mese di giugno.

Oro sotto pressione per le attese di rialzo dei tassi Fed

Martedì l’oro è sceso sotto quota 4.143 dollari l’oncia, restituendo i guadagni della seduta precedente sulle attese di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve che hanno prevalso sull’ottimismo legato ai negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. Sia Deutsche Bank sia BofA hanno aggiornato le previsioni aggiungendo un aumento a settembre.

L’attenzione degli investitori è ora rivolta al rapporto Pce di questa settimana, che contiene l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed e dovrebbe fornire nuove indicazioni sulle pressioni inflazionistiche. (riproduzione riservata)



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