L’Asia chiude la settimana in rosso, venerdì 20 febbraio, dopo un’altra sessione debole a Wall Street. Il Nikkei perde oltre l’1% alle ore 7:40 italiane, l’Hang Seng lo 0,5%%, mentre Shanghai è ancora chiusa per le festività del Capodanno Lunare. Sullo sfondo, le tensioni Usa-Iran con l’ultimatum del presidente Trump a Teheran e l’effetto dirompente dei nuovi tool di AI sui settori dell’economia tradizionale.
L’inflazione annua in Giappone è scesa all’1,5% a gennaio 2026 dal 2,1% di dicembre, il livello più basso da marzo 2022. L’inflazione alimentare è calata ai minimi degli ultimi 15 mesi a causa del forte rallentamento dei prezzi del riso. L’inflazione core è scesa al 2,0%, il livello più basso degli ultimi due anni e in linea con l’obiettivo del 2% della banca centrale.
L’indice S&P Global Japan Manufacturing Pmi è salito a 52,8 a febbraio 2026 da 51,5 di gennaio, segnando l’espansione più forte da maggio 2022, sostenuta da una domanda interna ed estera solida grazie ad uno yen debole. I principali sottoindici relativi alla produzione industriale e ai nuovi ordini hanno entrambi proseguito il trend positivo a febbraio. Le imprese hanno citato una domanda di fondo robusta e l’impatto favorevole del lancio di nuovi prodotti.
La forte domanda estera ha determinato l’aumento più rapido dei nuovi ordini per l’export degli ultimi otto anni. Nel frattempo, la creazione di posti di lavoro si è attenuata rispetto ai massimi toccati a gennaio, ma la crescita dell’occupazione è rimasta complessivamente solida. Guardando al futuro, i produttori giapponesi hanno espresso maggiore ottimismo sulle prospettive a 12 mesi, prevedendo che condizioni di domanda più solide, l’aumento della richiesta di semiconduttori e tecnologie legate all’IA, oltre al continuo lancio di nuovi prodotti sosterranno l’espansione.
I mercati azionari europei si avviavano ad aprire in rialzo venerdì, recuperando le perdite della seduta precedente mentre gli investitori hanno ridimensionato le preoccupazioni per l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump ha dato tempo a Teheran fino a 15 giorni per raggiungere un accordo sul programma nucleare, altrimenti dovrà affrontarne le conseguenze.
In Europa, gli operatori guardano ai dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito e ai prezzi alla produzione in Germania, insieme alla pubblicazione dei pmi nell’area. Sul fronte societario, sono attesi i risultati di importanti gruppi tra cui Air Liquide, Danone e Anglo American. Nel pre-mercato, i future sull’Euro Stoxx 50 e sullo Stoxx 600 segnavano entrambi un rialzo di circa lo 0,4%. (riproduzione riservata)