Obiettivo: raggiungere i 200 milioni di euro di fatturato in tre anni. È il target fissato da Arsenalia, società di consulenza specializzata nell’integrazione dell’intelligenza artificiale in azienda. «Per riuscirci punteremo su un mix di crescita organica e acquisizioni mirate», spiega Matteo Pecori, senior partner di Arsenalia, a MF-Milano Finanza in occasione della settima edizione di AI Week, l’evento in programma a Milano il 19-20 maggio 2026 di cui l'azienda è main sponsor.
Alla rassegna quest’anno sono previsti circa 29 mila partecipanti da 70 Paesi. Tra gli stand diversi nomi noti del mercato tecnologico (e non solo) italiano: da Reply fino a Engineering, passando per AltermAInd (spinoff di Illimity), Expert.AI, Var Group e Base digitale (gruppo Sesa). Ma anche i big della consulenza EY e Pwc.
Arsenalia ha chiuso il 2025 con ricavi per 100 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto al 2024, e oltre 650 clienti. Tra questi ci sono imprese di diverse dimensioni e storia, italiane ed europee. «Non siamo una boutique ma nemmeno una big four», aggiunge Pecori, «il che ci permette di assistere sia le pmi sia le grandi imprese come i big del lusso o le grandi case farmaceutiche». Tra i clienti di Arsenalia ci sono, ad esempio, Prada, Kering e Lvmh, ma anche Despar, Tenova e alcune pubbliche amministrazioni, tra cui il Comune di Milano e Roma Capitale.
La società opera in quattro Paesi - Italia, Svizzera, Francia e Regno Unito - dove ha 15 sedi e circa 1.000 dipendenti. Inoltre, nei primi mesi del 2026 Arsenalia ha effettuato un piano di integrazione interna. «Prima avevamo 12 diverse ragioni sociali e brand autonomi», ricorda Pecori, «ora li abbiamo fusi e operiamo come un solo soggetto».
Arsenalia opera in un mercato che, secondo gli esperti, ha grandi margini di crescita. L’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano stima infatti che il giro d’affari legato all’AI in Italia sia arrivato a 1,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. E la domanda, che accomuna pubblico e privato, è in forte crescita.
«Il vantaggio competitivo nasce dall’esecuzione: dalla capacità di integrare l’AI nei processi core, governare dati e conoscenza, misurarne l’impatto e prendere decisioni in tempi rapidi», osserva Giuseppe Santonato, EY Europe West AI Leader, all’AI Week. Aggiungendo però che «il 95% delle iniziative AI» al momento «non genera un ritorno misurabile».
Tuttavia, le aziende sembrano pronte a sperimentare. Come anche la pubblica amministrazione. «In un anno ho visto un’evoluzione straordinaria: ora le imprese iniziano a raccontare non i loro tentativi ma i risultati che ottengono con l’AI, osserva il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo sul palco dell’AI Week. «Noi stiamo facendo passi avanti ad esempio nel reclutamento: tra il 2023 e il 2025 abbiamo assunto 641 mila persone e la durata dei concorsi è scesa a circa quattro mesi».(riproduzione riservata)