Il gruppo Ariston archivia l’esercizio 2025 con ricavi netti pari a 2,707 miliardi di euro, in crescita organica del 3% rispetto al 2024, a 747 milioni (crescita organica del 2,1%) nel solo quarto trimestre, grazie alla solida performance in Europa (+4,4%), in particolare del settore delle pompe di calore per riscaldamento in Germania.
L'ebitda rettificato della multinazionale attiva nel settore del riscaldamento dell'acqua e del comfort domestico è stato pari a 311,2 milioni, poco sotto le stime degli analisti, con un margine dell'11,5% sui ricavi netti, rispetto ai 276,3 milioni (margine del 10,5%) del 2024.
L’ebit rettificato, invece, ha superato le attese degli analisti, raggiungendo nel 2025 quota 193 milioni, con un margine del 7,1% sui ricavi (+100 punti base rispetto all’anno precedente), e nel quarto trimestre 79 milioni (63 nello stesso periodo del 2024) con un margine del 10,5% (+180 punti base anno su anno), «in linea con la stagionalità storica, grazie alla leva operativa e alle iniziative di efficientamento, e nonostante l’accelerazione degli investimenti nel go-to-market, nuovi prodotti, digitalizzazione e ricerca e sviluppo», si legge nel comunicato della società.
A fronte proprio dei maggiori investimenti il free cash flow del gruppo è sceso a 125 milioni (152 nel 2024), mentre l’indebitamento netto è migliorato a 574 milioni (603 a fine 2024) grazie alla generazione di cassa, e considerato il pagamento del dividendo, le acquisizioni completate e l’acquisto di azioni proprie.
All’assemblea degli azionisti del 5 maggio verrà proposto un dividendo pari a 10 centesimi di euro per azione, corrispondente al 33% dell’utile netto di gruppo, +4,9% a 132,4 milioni (2,5 milioni nel 2024), mentre l'utile netto rettificato è cresciuto a 112,9 milioni (da 89).
«Il 2025 è stato un anno di importanti progressi strategici per Ariston Group. Abbiamo rafforzato le nostre capacità industriali e di innovazione, ampliato la presenza in mercati ad alto potenziale e consolidato la nostra scala e la leadership attraverso l'accordo con Riello e la joint venture con Lennox», ha ricordato il presidente esecutivo, Paolo Merloni.
Guardando avanti, «vogliamo proseguire nel cogliere opportunità coerenti con la nostra strategia, per rafforzare ulteriormente la nostra posizione globale nelle soluzioni sostenibili per il comfort climatico e dell’acqua», ha precisato Merloni.
È ottimista per il 2026 anche l’ad, Maurizio Brusadelli, «grazie alla graduale ripresa della domanda europea di riscaldamento e alle solide basi che abbiamo costruito attraverso investimenti continui nei nostri prodotti, nell'organizzazione e nelle nostre capabilities digitali», ha spiegato.
Per l’esercizio in corso Ariston si aspetta ricavi in crescita organica tra il +1% e il +4% e un ebit margin rettificato 2026 tra il 7% e l’8%. Ed è proprio sull’outllook 2026 che l’azione Ariston è caduta a Piazza Affari il 3 marzo in chiusura del 19% a 3,972 euro.
«I risultati di Ariston del quarto trimestre del 2025 sono stati discreti, ma la guidance per il 2026 è debole ed è possibile che le stime del consenso sull’ebit vengano tagliate di una singola cifra medio alta», ha commentato Citi post conti.
Inoltre, nel quarto trimestre Ariston ha registrato ricavi inferiori dell’1% rispetto al consenso e un ebit rettificato superiore del 2% (margine superiore di 30 punti base). La crescita organica è stata del +2,1% contro la stima del consenso e di Citi a +2,3%/+2,1%, rappresentando un rallentamento sequenziale rispetto al +4,2% del terzo trimestre a causa di una base di confronto più difficile. Oltre le attese, invece, il free cash flow.
L’evidenza limitata di un’accelerazione della domanda ha portato a una visione relativamente prudente sulla crescita del gruppo. «Il consenso rifletteva la speranza che il mercato potesse vedere un recupero più robusto dei volumi depressi in Germania, oltre al beneficio dei risparmi sui costi», chiarisce Citi. Comunque, «rimane un margine per un recupero degli utili nel medio termine nel mercato più importante di Ariston (20% delle vendite, ndr). La leva operativa sarà importante per guidare questo recupero che probabilmente avverrà più lentamente del previsto. Confermiamo il rating buy e il target price a 51,0 euro». (riproduzione riservata)