Javier Milei cerca di difendersi ma rischia di peggiorare la situazione: «Non l’ho promossa ma solo divulgata. Sono in buona fede», ha detto il presidente argentino negando di avere pompato la meme coin $Libra il cui crollo del 95% ha portato a perdite nell'ordine di miliardi di dollari per gli investitori. «Se vai al casinò e perdi soldi, che diritti hai?», ha detto rivolto a chi aveva l’aveva comprata.
Milei ha anche minimizzato la possibilità che gli argentini siano coinvolti nella vicenda e abbiano perso denaro: «Le possibilità che ci siano argentini sono molto remote. Sono persone iperspecializzate in questo tipo di strumenti. La maggior parte di loro sono statunitensi e cinesi», ha detto a proposito di coloro che di solito operano con le criptovalute.
«Chi è entrato lo ha fatto volontariamente e sapeva benissimo a cosa andava incontro. Sono trader che sfruttano la volatilità. Sono persone che operano con la volatilità. Conoscevano molto bene il rischio. Non è che non sapessero di cosa si trattava», ha continuato il presidente argentino, che ha derubricato lo scandalo a «una questione tra privati», sottolineando che «lo Stato non è coinvolto nella vicenda».
Lunedì 17 l’indice Merval della Borsa di Buenos Aires ha chiuso in ribasso del 5,6% e non è affatto detto che riesca a rimbalzare nella seduta di martedì 18.
Intanto quattro leader politici hanno hanno denunciato Milei per «associazione illecita», «frode» e «violazione dei doveri di un pubblico ufficiale». Nella memoria legale, Milei è accusato di aver partecipato a una presunta «mega-truffa» che ha colpito più di 40.000 persone con perdite per oltre 4 miliardi di dollari.
La denuncia accusa il capo di Stato come «partecipante necessario e fondamentale di un'associazione che aveva come asse la realizzazione di una truffa storica attraverso le criptovalute» e coinvolge figure vicine alla sua cerchia: due attivisti e il presidente della Camera dei Deputati, Martin Menem. Vi fanno parte anche l’imprenditore e ceo di Kip Protocol Julian Peh, che ha sviluppato la criptovaluta, e il rappresentante di Kelsier Ventures Hayden Mark Davis, che ha fornito l'infrastruttura tecnologica necessaria per $Libra, oltre ad altri possibili responsabili che potrebbero emergere nel corso delle indagini.
I fatti sono andati così: Milei ha pubblicato un messaggio su X, fissato sul suo profilo per più di cinque ore, con un link a un’iniziativa chiamata «Progetto Viva La Libertad», (vivalalibertadproject.com) che riprendeva il suo slogan «Lunga vita alla libertà». «Il mondo vuole investire in Argentina», si legge nel messaggio del presidente pubblicato venerdì 14, con il nome del token, $Libra. La criptovaluta era «un progetto privato» con l’obiettivo di «incoraggiare la crescita dell'economia argentina, finanziando piccole imprese e startup argentine».
Ma economisti ed esperti di criptovalute in Argentina, così come rappresentanti dello spettro politico dell'opposizione, hanno subito criticato Milei e sottolineato che questa risorsa digitale potrebbe essere una truffa. Ore dopo, il presidente ha cancellato il messaggio. «Non ero a conoscenza dei dettagli del progetto e dopo averne preso conoscenza ho deciso di non continuare a pubblicizzarlo», ha spiegato Milei sabato dopo mezzanotte su X.
Mentre le critiche aumentavano, la presidenza argentina ha annunciato che, «alla luce degli eventi», Milei «ha deciso di deferire immediatamente la questione all’Ufficio anticorruzione (OA) per determinare se vi sia stata una condotta impropria da parte di qualsiasi membro del governo, compreso lo stesso presidente». Ha inoltre annunciato la creazione di una «task force investigativa» nell’orbita del presidente incaricata di «avviare un’indagine urgente sul lancio della criptovaluta».
Lo scandalo rischia di esondare al di fuori dell’Argentina perché il ceo di Kelsier, Hayden Davis, il cervello dietro $Libra, ha affermato di aver lanciato anche la memecoin MELANIA (la moglie di Donald Trump, lancio da lei approvato). Il risultato di tutto questo pasticcio è il crollo di Solana, la blockchain usata per lanciare le meme coin, che alle 9:30 di martedì 18 perdeva il 9,8% a 166,15 dollari mentre il Bitcoin perdeva lo 0,8% a 95.452 dollari. (riproduzione riservata)