Dopo mesi di consultazione con il governo, ArcelorMittal chiuderà il proprio business Long Steel in Sudafrica. Una decisione che fa seguito alle numerose sfide che sta affrontando il settore dell’acciaio, tra cui la «debole crescita economica, gli elevati costi logistici ed energetici e un afflusso di importazioni di acciaio a basso costo, in particolare dalla Cina».
Le consultazioni con il governo e le parti interessate per trovare soluzioni praticabili per sostenere il business non sono state sufficienti: «La persistente sovracapacità nei mercati globali e locali e i prezzi internazionali dell'acciaio insostenibilmente bassi hanno ulteriormente esacerbato le difficoltà strutturali dell’azienda». ArcelorMittal South Africa prevede ora di terminare la produzione di acciaio del business entro la fine di gennaio 2025, con la chiusura dei restanti processi di produzione prevista entro il primo trimestre del 2025.
Ma non è tutto. La mossa impatterà anche sulla forza lavoro, con la controllata sudafricana di ArcelorMittal che prevede un esubero di circa 3.500 posti di lavoro diretti e indiretti, anche se il numero non è ancora definitivo e potrebbe subire variazioni.
Ripercussioni si avranno, infine, anche sulla performance finanziaria dell'azienda che prevede ora un significativo calo degli utili e dei ricavi. In particolare, ArcelorMittal South Africa stima ora un eps (utile per azione) negativo compreso tra 5,48 e 6,21 rand, contro la perdita di 3,52 del 2023, mentre i ricavi dovrebbero diminuire di oltre il 5% rispetto al 2023.
«Sfortunatamente, nonostante i migliori sforzi di tutti, incluso un significativo impegno con gli stakeholder, le sfide strutturali nella Longs Business non sono state risolte», ha commentato il ceo di ArcelorMittal South Africa, Kobus Verster. «Sebbene questo risultato sia profondamente deludente, soprattutto considerando le sfide economiche che il Sudafrica sta affrontando, restiamo concentrati sulla garanzia di un futuro sostenibile per le restanti operazioni». (riproduzione riservata)