I dati della società di ricerche Gartner relativi agli ultimi tre mesi del 2020 certificano il successo di iPhone 12, le cui vendite hanno contribuoto in modo determinante a riportare Apple al vertice della classifica mondiale dei produttori di smartphone. I dati elaborati da Gartner vedono infatti Apple al vertice della classifica con una quota di mercato del 20,8%, che ha permesso così al colosso di Cupertino di staccare nettamente Samsung, seconda con il 16,2%. Al terzo posto Xiaomi con l'11,3% seguita da Oppo e Huawei, entrambe all'8,9%.
Huawei ha infatti visto un crollo delle proprie posizioni per via del ban dell'aministrazione statunitense, che l'ha privata prima della possibilità di dotare i propri smartphone della versione del sistema operativo Android completa dell'ecosistema dei servizi Google, e successivamente anche di alcuni componenti chiave per i modelli di gamma alta, dominata da Apple. La fascia media vede invece una competizione sempre più serrata tra Samsung e i costruttori cinesi, primi tra tutti Oppo che sta crescendo in modo impetuoso andando a erodere quote di Samsung proprio nella fascia media.
A livello annuale Samsung, pur vedendo una perdita percentuale del 14,6%, ha conservato il primato con una quota di mercato del 18,8%, seguita da Apple con il 14,4% e da Huawei con il 13,5%. Quarta posizione per Xiaomi, con il 10,8% delle quote di mercato grazie al forte presidio della fascia media e medio-bassa, seguita da Oppo che, anche grazie a una strategia commerciale basata sul controllo di tre brand (Oppo, OnePlus e Realme) punta sulla fascia media e medio-alta, caratterizzata da una marginalità superiore.
Il mercato mondiale degli smartphone ha visto invece secondo i dati di Gartner una diminuzione a livello di volumi del 12,5% a livello annuale, per via della focalizzazione degli acquisti di consumatori e imprese sui personal computer, tornati a essere centrali per via delle esigenze di smartworking e didattica a distanza. L'interesse dei consumatori per il 5G ha permesso però di limitare il calo nel quarto trimestre al 5,4%. (riproduzione riservata)