Con il rilascio di iOS 18.4 per iPhone, iPadOS 18.4 e macOS Sequoia 15.4, Apple Intelligence fa il suo debutto anche in Italia insieme ad altri sette Paesi, anche se in versione differente rispetto agli Stati Uniti per via delle normative europee sempre più stringenti su privacy e antitrust con effetti negativi sull’innovazione. Progettata per essere intrinsecamente sicura e rispettosa dei dati dell’utente, Apple Intelligence si integra perfettamente nell’interfaccia di iPhone, iPad e Mac e mette a disposizione una serie di funzionalità che comprendo strumenti di scrittura, supporto integrato per ChatGPT, intelligenza visiva, Image Playground e Genmoji. Apple ha seguito un approccio che privilegia l’elaborazione in locale dei dati, sfruttando la potenza dei propri chip dotati di una neural processing unit (A18, A18 Pro, A17 Pro, e la famiglia di processori M), per passare poi in modo automatico all’elaborazione via cloud su server remoti in caso sia necessario utilizzare modelli di più ampie dimensioni, che girano su server basati su processori Apple e programmati per non conservare alcuna informazione dell’utente, né associare la richiesta all’id Apple per ulteriore tutela. Unica eccezione a questa gestione eccellente della privacy è l’uso di Chat Gpt in funzione evoluta, ovvero tramite un account a pagamento dell’utente che può essere inserito in fasi di setup del servizio: in questo caso, le richieste indirizzata a Chat GPT sono sottoposte alle stesse regole sulla privacy stabilite da OpenAI.

Gli strumenti di scrittura vengono visualizzati direttamente come opzione all’interno delle app, e permettono di elaborare i testi scegliendo diversi stili di scrittura in base al contesto, consentendo anche di riscrivere il testo selezionato modificando per esempio il tono. È possibile anche chiedere ad Apple Intelligence di scrivere un testo specificando il fine desiderato, così come riassumerlo automaticamente in forma discorsiva o a punti o, ancora, in base ai diversi autori in caso di un thread di email. Molto comoda inoltre la funzione Rivedi, che si spinge oltre la semplice analisi grammaticale suggerendo per esempio di modificare la struttura della frase o un sinonimo di un vocabolo per rendere la frase più consona al contesto desiderato. Apple Intelligence indica sempre espressamente quando ricorre a Chat Gpt per un’elaborazione, ma non è in grado di gestire più documenti dell’utente per elaborarli come invece Gemini di Google o Copilot di Microsoft, entrambi però a pagamento.

I modelli di Apple Intelligence hanno migliorato anche l’assistente digitale di Apple, Siri, che vanta ora una maggiore comprensione del linguaggio e riesce ad interagire in modo più naturale, capendo per esempio se l’utente modifica la richiesta nel corso della frase e prendendo in considerazione la versione finale della richiesta. Oltre che con la voce, tramite il consueto comando “Ehi Siri”, è possibile interagire con l’assistente digitale anche tramite la tastiera, che compare con un doppio tap alla base dello schermo, mentre l’interazione con Siri è sempre riconoscibile attraverso un fascio luminoso che appare lungo il profilo del display.

Apple Intelligence viene inoltre in aiuto a un problema molto comune a tutti i possessori di un iPhone, ovvero trovare una foto tra le migliaia che si accumulano in memoria. È infatti ora possibile descrivere la foto che si desidera cercare, e persino il fotogramma di un video, per lasciare poi agli algoritmi il compito di trovare quanto desiderato, eventualmente restringendo il campo di ricerca con suggerimenti da parte del software. Apple Foto offre ora anche la funzione Ripulisci per rimuovere in modo automatico un oggetto non desiderato da un’immagine ricreando lo sfondo attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. Il sistema analizza inoltre l’intera scena per evitare interventi innaturali, come la cancellazione di parti di un soggetto vicino all’oggetto che si vuole eliminare, tenendo conto anche di luci ed ombre per ottenere risultati realistici. Per selezionare l’oggetto indesiderato basta cerchiarlo con il dito, eventualmente ingrandendo prima l’immagine, che può essere anche registrata con una fotocamera diversa da una di quelle di iPhone o iPad.

Apple Intelligence riesce inoltre a processare le immagini inquadrate in tempo reale con Intelligenza visiva, che può essere attivata dal pulsante Controllo fotocamera di iPhone 16 per riassumere o tradurre il testo inquadrato, riconoscere indirizzi email e aggiungerli ai contatti e anche cercare direttamente oggetti tramite Google o riconoscere e farsi illustrare le caratteristiche di un monumento o altri oggetti da ChatGPT.

Sempre in tema di immagini, Apple Intelligence permette tramite Image Playground di creare illustrazioni partendo da una descrizione o una foto presente nella propria galleria, che può poi essere modificata usando stili diversi come illustrazione, animazione o disegno. In base all’input dell’utente, Image Playground crea diverse anteprime dell’immagine da creare, tra cui scegliere quella che si avvicina di più ai propri desideri e affinarla ulteriormente. Con Genmoji è invece possibile creare emoji personalizzati partendo anche in questo caso da una descrizione o da un’immagine, anche di persone, per poi utilizzarla non solo in Messaggi ma anche in altri sistemi di messaggistica come Whatsapp. Con Bacchetta immagini, infine, anche i meno abili nel disegno a mano libera possono finalmente partire da uno schizzo per vederlo poi trasformato in un disegno vero e proprio. Bacchetta Immagini è disponibile anche nel menu di Apple Pencil, che permette di gestire al meglio questo strumento per iniziare a tracciare la bozza, che può essere migliorata anche tramite una descrizione con parole per arrivare al risultato desiderato, che può poi essere utilizzato all’interno di ogni documento. (riproduzione riservata)