
La strategia di Apple nel campo dell’intelligenza artificiale è stata la protagonista dell’annuale conferenza degli sviluppatori, rubando la scena alle novità sui diversi sistemi operativi per iPhone, iPad, Mac e Watch. Apple, che deve inseguire i protagonisti a partire da OpenAi, Microsoft e Google, ha scelto di costruire la propria strategia sull’intelligenza artificiale partendo da quattro caratteristiche: potenza, intuitività, integrazione e pertinenza con i propri dati personali, il tutto naturalmente partendo da una privacy senza alcuna concessione.
Apple intelligence è quindi pensata per essere un’intelligenza artificiale personale, rilevante e privata. Integrata nei sistemi operativi di iPhone, iPad e Mac, sfrutta la potenza di calcolo dei processori Apple M1, M2, M3, M4 e A17Pro, limitando così agli iPhone 15 Pro e Pro Max e ai Mac con processore Apple tutte le potenzialità. Attraverso l’analisi dei dati personali, Apple Intelligence crea un indice semantico personale sul dispositivo, a tutela assoluta delle privacy, per gestire automaticamente una serie di funzioni come le priorità da dare alle notifiche, o la possibilità di riassumere testi in tutte le app, o ancora per creare immagini partendo dalle foto dei propri contatti, ed effettuare ricerche tra mail, foto e note descrivendo semplicemente cosa si vuole cercare. Con la funzione Rewrite, si può addirittura chiedere di riscrivere un testo, o una mail, scegliendo uno stile professionale o conciso, assicurarsi che i concetti siano chiari o riassumere il testo.
Protagonista di queste funzioni è Siri, l’assistente digitale di Apple che è stato riscritto anche nell’interfaccia e che consente di fare ogni richiesta con la voce o anche scrivendo le domande, e può anche spiegare come utilizzare tutte le funzioni del software semplicemente descrivendo cosa si vuole fare. Se poi servono modelli linguistici più grandi di quelli gestibili sul dispositivi, Apple ha messo a punto Private Cloud Compute: le richieste vengono inviate a server appositi basati su processori Apple Silicon, inviando soli i dati necessari e in forma criptata, che non vengono registrati sui server. Tutto verificabile pubblicamente. Inoltre, Siri comprende le richieste e, se richiedono funzioni specifiche, può utilizzare ChatGPT previa autorizzazione dell’utente. Il tutto gratuitamente, e senza neanche dover creare un account sulla piattaforma di OpenAI. Funzioni che non sembrano però aver entusiasmato Wall Street, dove il titolo Apple è sceso di oltre l’1,5% nel corso della presentazione.

Apple Intelligence ha inevitabilmente rubato la scena alle nuove versioni dei sistemi operativi Apple per iPhone, iPad, Mac, Watch, Apple Tv e Vision Pro, il visore di cui non sono stati comunicati dati aggiornati relative al numero di unità vendute ma solo l’allargamento ad altri Paesi, tra cui Germania e Francia, ma non l’Italia. Il sistema operativo VisionOS 2 introduce alcune novità, a partire dalla gestione delle foto visualizzabili in forma estesa ruotando verso sinistra o destra il volto ora anche partendo da foto normali, ovvero non girate con hardware compatibile come gli ultimi iPhone, grazie a tecniche di machine learning. Introdotta anche una funzione di controllo con le dita, come per l’ultimo Apple Watch, in questo caso per gestire le dimensioni dello schermo virtuale del Mac o altre funzioni, e nuove interfacce di programmazione per gli sviluppatori per facilitare la creazione app. Novità anche per i filmati con Immersive video, un formato che offre video a 180 gradi per aumentare in modo significativo il realismo e il coinvolgimento, realizzabili grazie alla partnership con Blackmagic design attraverso una camera e software dedicati.

Accanto alle funzioni di Apple Intelligence, la nuova versione del sistema operativo per iPhone, iOS 18, aumenta significativamente le possibilità di personalizzazione dell’interfaccia del telefono: nella home screen si può scegliere la posizione delle icone e il loro colore, mentre accanto alle diverse funzioni si può visualizzare scorrendo verso il basso una sezione dedicato alla gestione della riproduzione multimediale della domotica di casa. Novità anche in tema di privacy, con l’opzione per nascondere le icone delle app desiderate, e in Messaggi: le reazioni ai messaggi possono contenere ora tutte le icone e sono previsti effetti di animazione per il testo dei messaggi. I messaggi stessi possono ora essere inviati anche tramite connessione satellitare in assenza di copertura di rete. Mail offrirà invece la categorizzazione automatica delle email (in primary, transaction, update e promotion) mentre Wallet offrirà, in determinati Paesi, la funzione tap to cash per scambiare denaro tra privati senza rivelare indirizzo mail e numero di telefono. iOS 18 introdurrà una Gaming mode per minimizzare le attività in background a tutto vantaggio delle prestazioni mentre Foto, con un’interfaccia rivista, faciliterà la ricerca delle immagini desiderate con collezioni per persone o luoghi. Interessanti anche le novità nelle funzioni audio: negli iPd Pro sarà abilitata la funzione di cancellazione dei rumori circostanti per aumentare la qualità della voce a beneficio dell’interlocutore durante le conversazioni, mentre Apple TV avrà una funzione per enfatizzare le frequenze delle voce e il supporto per proiettori 21:9, oltre a un simpaticissimo screensaver con protagonista Snoopy.

Novità anche per iPad con iPadOS 18: oltre alla personalizzare della home come in iPhone, la floating bar per il controllo delle app diventa più versatile e può espandersi un una barra laterale. Confermata la novità più attesa, ovvero la prima calcolatrice Apple per iPad. Apple ha impiegato bene gli anni necessari a immaginarla, introducendo la funzione math notes per calcolare automaticamente i risultati di formule scritte a mano con Pencil e generare dinamicamente i grafici dalle equazioni. Notes per iPad introduce invece Smart Script, che migliora la scrittura partendo dalla propria grafia e corregge errori grammaticali, oltre a rendere possibile spostare pezzi di appunti per fare spazio ad altre sezioni.
Il nuovo WatchOS introduce Training load, che stima l’intensità dell’allenamento in base ai parametri personali, e Vitals, che valuta il range dei parametri vitali e avverte di scostamenti. Pù facile anche personalizzare il quadrante dell’orologio grazie all’intelligenza artificiale che aiuta a scegliere le foto perfette per lo sfondo.

MacOS Sequoia, oltre a tutte le funzioni di Apple Intelligence, introduce anche sui Mac Note con la risoluzione automatica dei ed espande Continuity la funzione che consente di scambiare dati automaticamente tra tutti i dispositivi Apple: con iPhone Mirroring di può controllare lo smartphone dal proprio Mac, lanciare app anche usando la tastiera per interagire, ricevere notifiche del telefoni e interagire con loro, mentre iPhone rimane bloccato a tutela della privacy. Introdotta anche una funzione di ridimensionamento automatico delle finestre e un’utile evoluzione del portachiavi Apple per le password: l’app Passwords consente infatti di gestire con un’interfaccia grafica tutte le password personali, non solo su dispositivi Apple ma anche su Windows tramite l’app per iCloud. Safari, infine, si conferma il browser più performante e sicuro con funzioni avanzate di prevenzione del tracking fa parte dei siti e il miglioramento della funzione Reader per togliere distrazioni dalle pagine, a partire dai fastidiosissimi video che partono automaticamente, e generare anche sommari dei contenuti online. (riproduzione riservata)