Apple ha fatto ricorso contro la richiesta dell’Unione Europea di garantire una maggiore interoperabilità tra i suoi dispositivi e i prodotti di terze parti, nell’ambito del Digital Markets Act (Dma). Lo riporta il sito di notizie Axios, citando persone a conoscenza dei fatti e ricordando che a marzo l’Ue ha chiesto a Cupertino di consentire l’accesso a nove funzionalità chiave di iOS, tra cui la connettività Wifi peer-to-peer, la tecnologia Nfc e il sistema di associazione dei dispositivi, con l’obiettivo di limitare il potere di mercato della big tech.
Secondo il Wall Street Journal, il ricorso è stato presentato da Apple il 30 maggio presso il Tribunale generale dell’Unione Europea a Lussemburgo. In genere, i ricorsi presentati a Lussemburgo non vengono resi pubblici prima di qualche giorno dalla loro presentazione.
Il Digital Markets Act è una legge introdotta nel 2023 dall’Unione Europea per garantire la concorrenza nel mercato digitale. In particolare, la norma ha individuato dei «gatekeeper», ovvero piattaforme che, con i loro numeri e le loro dimensioni di fatturato, hanno un impatto tale sul mercato da essere centrali per l’accesso a determinati servizi. Nell’elenco rientrano siti e applicazioni di Alphabet (Google), Amazon, Apple, Meta, Microsoft e Bytedance (TikTok).
I gatekeeper sono soggetti a una serie di obblighi e divieti relativi all’interoperabilità dei servizi, all’accesso ai dati e al consenso esplicito degli utenti per la profilazione. Se non rispettano i paletti dell’Ue, le società rischiano multe fino al 10% del fatturato globale (il 20% in caso di recidiva).
Per l’Ue il Digital Markets Act è un modo per potenziare l’innovazione e tutelare la concorrenza. Tuttavia, le big tech lo percepiscono come una limitazione e hanno tentato più volte di sfuggire alle maglie della legge. Bytedance, ad esempio, ha fatto ricorso contro l’inserimento di TikTok nella lista dei «gatekeeper», ma a luglio 2024 il Tribunale dell’Ue ha rigettato la richiesta.
Apple, invece, si oppone alla richiesta di potenziare l’interoperabilità dei suoi sistemi. «Progettiamo la nostra tecnologia per in modo che funzioni in modo integrato, in modo da offrire l’esperienza unica che i nostri utenti amano e si aspettano dai nostri prodotti», ha indicato un portavoce dell’azienda ad Axios, precisando che «i requisiti di interoperabilità dell'Ue minacciano questo fondamento, creando al contempo un processo irragionevole, costoso e che soffoca l'innovazione». L’azienda lamenta inoltre che «questi requisiti forniranno inoltre alle aziende affamate di dati informazioni sensibili» con «enormi rischi per la privacy e la sicurezza dei nostri utenti nell’Ue».
Cupertino ha già ricevuto dalla Commissione Europea una multa da 500 milioni di euro ad aprile 2025 per violazioni del Digital Markets Act. In particolare, Apple è accusata di non rispettare l’obbligo anti-steering della legge europea, non consentendo agli sviluppatori la possibilità di reindirizzare gli utenti a servizi esterni all’App Store e quindi ostacolando la concorrenza. Una sanzione simile è stata imposta anche a Meta. (riproduzione riservata)