Apple ha chiuso il secondo trimestre, terminato il 29 marzo, con un fatturato in crescita del 5% su base annua a 95,4 miliardi di dollari, superiori alle stime degli analisti, e un utile netto di 24,78 miliardi, superiore del 4,7%.
«Oggi Apple annuncia solidi risultati trimestrali, tra cui una crescita a due cifre nei Servizi», ha dichiarato Tim Cook, ceo di Apple. «Siamo lieti di dare il benvenuto all'iPhone 16e nella nostra gamma e di presentare nuovi potenti Mac e iPad che sfruttano le straordinarie capacità dei chip Apple. E siamo orgogliosi di annunciare di aver ridotto le nostre emissioni di carbonio del 60% negli ultimi dieci anni».
Come sempre le vendite degli iPhone sono state attentamente monitorate, e sono cresciute nel trimestre del 2% a 46,8 miliardi di dollari, sostenute anche dalla corsa agli acquisti da parte dei consumatori statunitensi per il timore di aumenti dei prezzi in seguito ai dazi minacciati dall’amministrazione Trump sui prodotti provenienti dalla Cina.
Un pericolo a cui Cook, manager ammirato per la perfetta gestione della logistica e della produzione, ha reagito indirizzando al mercato statunitense gli iPhone prodotti in India, che costituiranno già dal trimestre di giugno la maggior parte dei volumi, mentre dispositivi come Mac, iPad, Watch e iPod verranno prodotti in Vietnam già nel trimestre in corso.
Nel secondo trimestre Apple ha registrato una forte crescita delle vendite degli iPad, salite di oltre il 13% a 6,4 miliardi di dollari, mentre i Mac sono saliti di circa il 6% a 7,9 miliardi. In diminuzione invece i ricavi legati a Watch e AirPods, scesi del 5% a 7,5 miliardi di dollari, mentre i servizi sono saliti di oltre il 10% a 26,6 miliardi di dollari.
La debolezza del mercato cinese, sceso a livello di ricavi del 2% a 16 miliardi di dollari, ha però preoccupato gli investitori, portando il titolo a perdere oltre il 3% nella sessione after hours a Wall Street. Una preoccupazione che si aggiunge alla possibile cessazione dei miliardi pagati da Google per essere il motore di ricerca di default nei browser Safari, giudicata contraria all’ordinamento antitrust statunitense. Stabili invece le vendite in Europa e in crescita quelle nel mercato statunitense, che si conferma il primo con quasi 47 miliardi di dollari di ricavi, e in quello giapponese che ha sfiorato i 7,3 miliardi.
«La nostra performance nel trimestre di marzo ha generato una crescita dell'utile per azione dell'8% e un flusso di cassa operativo di 24 miliardi di dollari, consentendoci di restituire 29 miliardi di dollari agli azionisti», ha dichiarato Kevan Parekh, cfo di Apple. «E grazie agli elevati livelli di fidelizzazione e soddisfazione dei nostri clienti, la nostra base installata di dispositivi attivi ha raggiunto ancora una volta un nuovo massimo storico in tutte le categorie di prodotto e i segmenti geografici». (riproduzione riservata)