A 12 anni dal debutto nel 2008, App Store di Apple ha mosso lo scorso anno un giro d’affari complessivo che ha toccato i 643 miliardi di dollari a livello globale, in crescita del 24% rispetto allo scorso anno. Una cifra, frutto di una ricerca della società Analysis Group, che comprende tutte le transazioni concluse su ogni app presente sullo store, comprese quelle, come Amazon o Netflix, su cui Apple non riceve alcuna commissione, e che è quindi ben superiore al fatturato fatto da Apple sullo Store stesso. Secondo la stessa ricerca infatti il 90% dell’intero giro d’affari mosso dallo store non prevede commissioni per il colosso di Cupertino, che ha lanciato lo scorso anno a novembre il programma Apple Store Small Business che abbassa al 15% le commissioni per i i piccoli sviluppatori, identificati come società con un fatturato legato alle app inferiore al milione e con un totale di download annui inferiore al milione di installazioni.
Lo studio di Analysis Group mira proprio a comprendere, a livello globale e nei singoli Paesi, il ruolo dei piccoli sviluppatori all’interno dell’ecosistema App Store, e come questo supporti il loro successo. Un primo dato interessante evidenzia infatti che dal 2015 al 2020 i piccoli sviluppatori siano cresciuti del 40%, mentre a livello di categorie il mobile commerce abbia avuto un ruolo determinante con un giro d’affari di 511 miliardi dollari, seguito ad ampia distanza dai beni digitali e servizi con 86 miliardi e dalla pubblicità all’interno delle app con 46 miliardi. In Italia lo scorso anno il giro d’affari complessivo mosso dallo store ha toccato secondo Analysis Group i 2,9 miliardi di dollari, con l’Mcommerce protagonista (2 miliardi) seguito da beni digitali e servizi (0,5 miliardi) e pubblicità all’interno delle app (0,4 miliardi).
Il successo dei piccoli sviluppatori attivi nell’ecosistema App Store è testimoniato anche dal numero e valore delle società parte di questa categoria che è stato protagonista di una quotazione o di un’acquisizione. Da 2011 a oggi le oltre 75 società per cui le attività su App Store sono centrali hanno infatti generato una capitalizzazione complessiva di 450 miliardi di dollari in seguito alla quotazione e un valore di 46 miliardi per le acquisizioni portate a termine. Un successo legato alle caratteristiche dello Store, che consente a ogni realtà di avere una portata globale senza sostenere extra costi e di poter gestire i pagamenti con un range di strumenti che va oltre le carte di credito e di debito. Non a caso la conferenza mondiale per gli sviluppatori che Apple tiene annualmente e che inizierà il 7 giugno è ormai un appuntamento immancabile non solo per la comunità tecnica. (riproduzione riservata)