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Apple App Store, cosa cambia con il Digital Markets Act e i pericoli degli store alternativi

01 marzo 2024, 14:16 Ultimo aggiornamento: 14:21

Con il Digital Markets Act, le autorità antitrust europee hanno infatti imposto la possibilità di avere store alternativi a quello ufficiale di Apple per il download delle app e per i pagamenti digitali, mettendo così a rischio un ecosistema virtuoso in cui i vantaggi erano diffusi per l’intera catena del valore. Le mosse di Apple per garantire sicurezza e privacy e come comportarsi

Apple App Store, cosa cambia con il Digital Markets Act e i pericoli degli store alternativi

Tra le caratteristiche più apprezzate di iPhone, la sicurezza e la privacy sono sicuramente ai primi posti, oltre che un elemento distintivo nel panorama degli smartphone. Una caratteristica legata in modo significativo all’impossibilità di installare su iPhone app diverse da quelle disponibili su App Store, e quindi sottoposte al continuo e rigoroso controllo da parte di Apple anche a livello di sistema di pagamenti tramite il meccanismo dell’in-app purchase, ovvero l’acquisto di funzionalità supplementari all’interno dell’app.

Cosa cambia con il Digital Markets Act

Con il Digital Markets Act, la situazione per gli utenti europei si appresta però a cambiare, e non in meglio. Le autorità antitrust europee hanno infatti imposto la possibilità di avere store alternativi a quello ufficiale di Apple, mettendo così a rischio un ecosistema virtuoso in cui i vantaggi erano diffusi per l’intera catena del valore, dagli sviluppatori agli utenti, come dimostrano i numeri miliardari dell’app economy. Un male purtroppo non episodico nella concezione antitrust europea, che confonde troppo spesso la difesa della concorrenza, indispensabile per il mercato, con la difesa dei concorrenti.

Apple non intende però lasciare indifesi gli utenti che vorranno installare app store alternativi e, attraverso questi, app sul proprio iPhone, e ha già messo a punto tecnologie e procedure per garantire in ogni caso un livello di sicurezza allo stato dell’arte del settore, sebbene fisiologicamente inferiore a quello tipico dell’App Store. Cuore di questo sistema è il sistema di Notarization, che si basa su oltre 600 Api (interfacce di programmazione) sviluppate da Apple e rese disponibili agli sviluppatori e un una procedura codificata che parte con l’identificazione fisica degli sviluppatori, così da evitare un anonimato caro ai malintenzionati. Ogni app, per poter essere installata su iPhone a prescindere dallo store tramite cui è disponibile, dovrà inoltre essere firmata digitalmente da Apple, e per farlo dovrà superare i controlli predisposti dalla società di Cupertino.

Notarization, un processo per aumentare la sicurezza

Tutte le app saranno infatti sottoposte a un doppio controllo, sia computerizzato attraverso procedure gestite da algoritmi messi a punto in oltre 15 anni di esperienza con più di due milioni di app, sia manuale per verificare l’assenza di codici malevoli, comportamenti non documentati così come la simulazione di app note, tra le insidie principali in altri store per la capacità di ingannare consumatori poco attenti specie tra i più giovani. Tutti questi controlli, che si applicheranno anche a tutti gli aggiornamenti delle app, sono rivolti a garantire le tre aree critiche della sicurezza, per gli utenti, privacy dei dati e sicurezza per il dispositivo. Per quanto riguarda la sicurezza degli utenti, la procedura prevede il controllo di malware o altri codici che, in ogni caso, non potrebbero contagiare il sistema operativo iOS di Apple o altre app per via delle tecniche di sandboxing, o separazione, integrate da Apple sin dal cuore del sistema. La garanzia del rispetto della privacy, valore al centro di tutti i prodotti e servizi Apple, è garantita dal controllo sugli accessi di ogni app a dati personali, telecamera e microfoni del dispositivo, sistema Gps e di localizzazione tramite celle telefoniche, password memorizzate, identificativo del dispositivo stesso e dell’identificativo a fini pubblicitari e agli account dell’utente, a partire da quello di Apple, sino al portafogli elettronico e persino alla lista dei file musicali. La sicurezza del dispositivo infine, verifica possibili minacce come il consumo eccessivo della batteria o altre risorse, ma anche l’uso improprio del telefono che potrebbe mettere in pericolo l’utente stesso.

Superati questi controlli, l’app viene firmata digitalmente da Apple e può così essere installata su iPhone attraverso negozi alternativi, che devono però farsi carico secondo le linee guida di Apple di monitorare costantemente le app e le attività di sviluppatori e utenti. Un onere non banale, anche a livello di costi, che implica per chi costituirà un markeplace di app di trovare anche un modello di business sostenibile, necessario per sostenere i costi di tutte le attività di controllo e sviluppo.

I rischi dei sistemi di pagamento alternativi

Proprio per questi possibili rischi, superiori a quelli presenti nell’Apple App Store, Apple ha preparato una serie di schermate di avvertimento per l’utente al momento dell’installazione di app da negozi alternativi, che ricordano i rischi a cui si potrebbe andare incontro e il fatto che il tradizionale livello di sicurezza a cui centinaia di milioni di utenti sono abituati non è più garantito. Stesse avvertenze compariranno anche in caso l’app utilizzi un sistema di pagamento alternativo a quello di Apple, altra novità imposta dalle autorità europee e che Apple si è preparata a recepire. Un’avvertenza opportuna, dal momento che tutto il livello di sicurezza garantito da Apple Pay contro frodi, pagamenti ricorrenti non autorizzati e avvisi di disdetta prima del giorno di pagamento, che hanno giocato un ruolo fondamentale nel tranquillizzare i consumatori e spingerli agli acquisti digitali, non sono garantiti dall’ecosistema Apple.

Il processo di Notarization si differenzia in ogni caso da quello di controllo garantito dall’Apple App Store, dal momento che non comprende l’analisi dei contenuti dell’app come quello di pratiche commerciali scorrette, che sono a carico degli sviluppatori e, in seconda battuta, dei gestori degli store alternativi. Apple non ha ancora deciso le azioni da intraprendere in caso di negozi che non adempiano a queste attività, con il rischio di trasformarsi in distributori di app pericolose, dal momento che la società di aspetta un ruolo attivo in questo senso da parte delle autorità di controllo anche se, come specificato da un rappresentante di Apple, “la sicurezza nel suo insieme è un processo da governare, e vedremo quindi come procederà” in questo nuovo contesto europeo rispetto a quello delle altre aree del mondo, in cui non ci saranno variazioni. Solo nel 2022, Apple ha sospeso 400 mila account di sviluppatori per sospette attività fraudolente e impedito la creazione di 105 mila nuovi account.

Le preoccupazioni non mancano, tanto che è significativo come, tra le molte mail di richiesta di chiarimenti ricevute da Apple e direttamente da Tim Cook, ci siano quelle di responsabili di autorità di diverse agenzie europee, preoccupate dall’abbassamento del livello di sicurezza di un ecosistema, quello di Iphone, ideale anche per funzionari e agenzie governative, oltre che per centinaia di milioni di utenti. Occorrerà quindi chiedersi i reali vantaggi nell’installare uno store alternativo sul proprio iPhone o utilizzare sistemi di pagamento alternativi, tenendo sempre a mente i propri interessi e la posta in gioco, sicurezza e privacy. (riproduzione riservata)



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