Partita lunedì 17 marzo, l’opa di Banco Bpm raccoglie già oltre il 50% del capitale. Dopo le adesioni di Poste (11,7%), di Fsi di Maurizio Tamagnini (9,6%) e della prima linea dei manager capitanata da Alessandro Melzi d’Eril, Piazza Meda, che ha in portafoglio il 22% di Anima, raccoglie la disponibilità del gruppo Caltagirone a consegnare le proprie quote.
La banca guidata da Giuseppe Castagna - che è in attesa del giudizio della Vigilanza della Bce sul Danish Compromise - ha alzato l’offerta a 7 euro. Il costruttore romano, anche grande azionista di Piazza Meda, Mps, Mediobanca e Generali, consegna il proprio 5,84% all’opa che terminerà venerdì 4 aprile. Incasserà in tutto circa 132 milioni di euro.
L’offerta del Banco ha incassato anche le adesioni dal retail e da alcuni investitori istituzionali. Risulta così già abbondantemente realizzata la prima condizione di efficacia dell’opa, cioè il raggiungimento del 45% della target, come specificato nel prospetto informativo. Non solo. Nelle sale operative si ritiene che l’offerta del Banco abbia buone chance per raggiungere quel 66,67% che era stato inizialmente fissato come obiettivo dell’operazione.
La mossa risolutiva è stato il rilancio a 7 euro deciso a febbraio dal management del Banco. La scelta, approvata dall’assemblea, ha vinto le resistenze iniziali del mercato, come dimostra l’andamento del titolo.
Dopo il ritocco dell’offerta (che inizialmente era stata fissata a 6,2 euro), in Piazza Affari le azioni Anima non hanno mai superato la soglia dei 7 euro e ancora ieri chiudevano le negoziazioni a 6,98 euro. Secondo gli analisti inoltre il volume di adesioni potrebbe accelerare negli ultimi giorni dell’opa, facendo così bruscamente salire l’asticella. (riproduzione riservata)