Finora le banche italiane hanno trasferito solo in piccola parte i rialzi dei tassi di interesse ai depositi. Anche per questa ragione nel trimestre i ricavi del sistema hanno raggiunto i loro massimi storici, per la gioia degli azionisti ma probabilmente non della clientela retail. Alcuni istituti però hanno scelto di muoversi in controtendenza e di restringere il differenziale tra interessi attivi e passivi per remunerare la raccolta. Così per esempio si è mossa Illimity che, oltre ai tassi sui conti deposito a termine, ha recentemente deciso di alzare quelli sulla raccolta a vista, come spiega il fondatore Corrado Passera.
Domanda. Passera, illimity è una delle poche banche italiane che negli ultimi mesi ha deciso di alzare la remunerazione della raccolta. Come mai avete fatto questa scelta?
Risposta. Sin dall'inizio abbiamo detto che avremmo mantenuto una struttura di funding molto equilibrata. Abbiamo tenuto buona parte della nostra raccolta a termine per avere un equilibrio stabile tra la durata degli impieghi e quella della raccolta. La ritengo una buona regola di prudenza. Per la componente a vista, che per illimity rappresenta circa il 15% del totale, credo che nei prossimi mesi ci sarà una forte concorrenza sul mercato. Per questo, oltre a mantenere un livello elevato di remunerazione sui depositi a termine, abbiamo deciso che il livello attuale di tassi giustifichi, anzi necessiti di trasferire una parte di questi tassi anche ai depositi a vista. Con il conto corrente che abbiamo chiamato Premium riconosciamo il 2,5% sulle giacenze a vista almeno sino a fine 2024, senza nessun vincolo, facendoci carico dell‘imposta di bollo e a fronte di una piccola fee mensile di 7 euro.
D. Dopo le crisi negli Stati Uniti il tema della liquidità è caldo in questo momento per le banche. Che trend si aspetta nei prossimi mesi?
R. La liquidità rimane forse l'elemento più rilevante per la tenuta dei sistemi bancari. La crisi americana, che purtroppo non è ancora finita, nasce proprio da una cattiva gestione della liquidità e dal basso livello di prudenza che molte medie banche Usa hanno mantenuto. In Europa per fortuna possiamo contare su regole molto più forti e su una vigilanza molto attenta. In illimity abbiamo voluto andare oltre e oggi abbiamo quasi 900 milioni di liquidità disponibile e un indicatore di liquidità a breve superiore al 300%. Siamo al di sopra dei requisiti di liquidità di medio periodo. Anche così però abbiamo continuato a raccogliere in maniera importante depositi a termine distribuiti sulle diverse scadenze. Teniamo inoltre sotto controllo le cosiddette unrealized losses, cioè le possibili perdite sui portafogli di proprietà, per noi peraltro molto limitate, stiamo parlando di circa 15 milioni, con un effetto non rilevante su tutti i nostri indicatori.
D. Sul fronte del funding un ulteriore elemento di attenzione è l'offerta sempre più concorrenziale di fintech e Bigtech. Ne siete preoccupati?
R. La concorrenza di operatori anche di nuovo tipo, sia fintech che soprattutto bigtech, è concreta. Molti settori che tipicamente erano riserva di caccia delle banche, come quello dei pagamenti, ormai sono nelle mani dei grandi operatori tecnologici o di ecommerce, o di telecomunicazioni. A fronte di questo scenario molto più concorrenziale si avverte ancora di più l'esigenza di diffondere l'educazione finanziaria. Dobbiamo tutti impegnarci perché il pubblico abbia maggiore consapevolezza delle opportunità e dei costi connessi alle proprie scelte e degli strumenti che può avere a disposizione.
D. Non c'è solo la clientela retail. Voi lavorate molto con il mondo delle pmi e nel distressed credit. Come procede l'attività in questo ambito?
R. Il focus principale, quello che rappresenta la nostra missione aziendale, rimane concentrato nei servizi al mondo delle piccole e medie imprese. In questo ambito stiamo crescendo ben al di sopra della media di mercato, come dimostrano i numeri delle nostre divisioni Growth Credit e Investment Banking. Anche il profilo di rischio è assolutamente in linea con le nostre previsioni, mentre commissioni e interessi salgono anno su anno del 30%, grazie soprattutto alla crescita dei volumi. L'altra divisione che contribuisce molto ai nostri risultati è quella che abbiamo chiamato Distressed Credit e si occupa di tutti i finanziamenti asset based, di utp e di npl (queste ultime rappresentano meno del 10% del nostro totale attivo). In questo ambito, come ci aspettavamo , abbiamo chiuso un trimestre debole perché il mercato ha registrato un numero limitatissimo di operazioni, ma il mercato ha ripreso vigore da aprile e la pipeline di possibili investimenti è molto robusta. Da tutte queste aree continuano comunque ad arrivare contributi fondamentali per i nostri risultati. Risultati che, insieme alle partnership annunciate, ci consentono oggi di ritenere che supereremo quei 100 milioni di utile che abbiamo dato come guidance per il 2023.
D Siete entrati però anche in altre aree. Ce ne vuole parlare?
R. Ci sono senza dubbio altri ambiti che stanno diventando molto importanti per noi. Mi riferisco alla partnership strategica che abbiamo annunciato in aprile con Engineering. Questa operazione ci porta già quest’anno poco meno di 60 milioni di beneficio sul conto economico, ma determinerà nel tempo un significativo flusso derivante dalle royalties previste per la commercializzazione della nostra piattaforma IT, unica sul mercato. Gli effetti della risoluzione della precedente licenza sono stati invece scaricati interamente sui conti del primo trimestre. B-ilty, ora pienamente operativa, è una piattaforma che fornisce un'offerta bancaria digitale completa alle imprese più piccole; si va dal credito a breve al credito a lungo, dall'assicurazione ai conti correnti. Nel primo trimestre di quest'anno b-ilty è entrata sul mercato e ha erogato i suoi primi 70 milioni di credito e sta accelerando. Un altro focus importante è la nostra piattaforma di intermediazione immobiliare, un ambito in cui operiamo attraverso Abilio, primo player in Italia nel mercato giudiziale. Grazie alla nostra nuova proptech Quimmo, e alla partnership con un operatore di rilievo come Coima, Abilio accelererà nel percorso di crescita anche nel mercato libero. Due anni fa da ultimo abbiamo investito in Hype, che è di gran lunga la piattaforma retail leader in Italia con 1,7 milioni di clienti che crescono continuamente e che già l'anno prossimo a differenza di molti concorrenti internazionali, potrebbe raggiungere il pareggio.
D. Queste strategie che risultati hanno dato nel primo trimestre, i cui risultati avete presentato venerdì 12 maggio?
R . Noi abbiamo detto agli analisti che i risultati del trimestre, a parte gli effetti legati a quanto annunciato ad aprile, sono in linea con gli obiettivi dell'anno e con la guidance di 100 milioni. Le ulteriori partnership siglate ci porteranno al di sopra di questa stima. Ci sentiamo pertanto ancora più fiduciosi di raggiungere gli obiettivi di medio lungo periodo. (riproduzione riservata)