Il nuovo imperativo categorico di Jeff Bezos sembra essere diventato la liquidità. Nel giro di nove sedute, tra il 7 e il 20 febbraio, il fondatore di Amazon ha infatti liquidato sul mercato 50 milioni di azioni intascando oltre otto miliardi di dollari. L’imprenditore ha bruciato così le tappe del suo piano di vendita che prevedeva, per la cessione di questo quantitativo d’azioni, un orizzonte temporale esteso fino a gennaio dell’anno prossimo. Stando alla documentazione obbligatoria depositata alla Sec, l’ultima transazione è invece avvenuta martedì 20 e ha portato l’incasso complessivo a 8,5 miliardi.
A novembre il patron di Amazon ha annunciato il trasferimento da Seattle (Stato di Washington) a Miami (Florida) e all’inizio di febbraio ha iniziato a vendere azioni della sua compagnia in modo massiccio dopo due anni di stop. Tra i due eventi potrebbe non esserci alcun collegamento - Bezos ha detto di aver scelto Miami per stare più vicino alla famiglia e alle attività di Blue Origin, altra sua creatura - ma è incontrovertibile che la tassazione in Florida è più favorevole.
Nel 2022, infatti, lo Stato di Washington ha introdotto un’imposta del 7% sulle vendite di azioni e obbligazioni, applicabile su importi superiori a 250 mila dollari. A conti fatti, registrando le operazioni delle ultime settimane a Miami, dove non esiste alcuna tassa analoga, Bezos potrebbe risparmiare circa 600 milioni di dollari.
Il titolo Amazon, in più, è cresciuto di oltre il 70% al Nasdaq nell’ultimo anno e ieri scambiava intorno ai 167 dollari per azione. Il che ha creato per Bezos una finestra assolutamente propizia per alleggerire la posizione, dopo che l’imprenditore aveva smesso di vendere azioni nel 2022, anno in cui la nuova legge dello Stato di Washington era entrata in vigore e il titolo Amazon era sceso fino a trattare poco sopra quota 80 dollari. Ora la società naviga in acque ben diverse al Nasdaq e da lunedì entrerà nel paniere delle 30 blue chip del Dow Jones al posto di Walgreens Boots Alliance, la catena di farmacie dell’italo-monegasco Stefano Pessina.
Va detto che gli ultimi 12 mesi non hanno arriso soltanto ad Amazon. Tutte le big tech hanno visto i loro titoli recuperare terreno dopo un 2022 debole e tra le magnifiche sette spicca in particolare la performance di Meta. Su base annua la società di Mark Zuckerberg ha portato a casa un rialzo di oltre il 170% e analogamente a quanto fatto da Bezos anche Zuckerberg ha deciso che il momento fosse propizio per vendere, dopo due anni di pausa: tra novembre e dicembre ha così ceduto ogni giorno azioni della società per un totale di 1,28 milioni di titoli liquidati e 428 milioni di dollari guadagnati. Le vendite sono proseguite a cadenza quasi quotidiana anche nel nuovo anno. L’ultimo report depositato presso la Sec, caricato martedì, riporta ad esempio la cessione di un pacchetto di circa 94 mila azioni per un valore di mercato complessivo di oltre 45 milioni di dollari, considerato che il titolo scambia intorno a 470 dollari. (riproduzione riservata)