Alis, l'Associazione logistica per l'intermodalità sostenibile presieduta da Guido Grimaldi, chiede che al Governo l'aumento della dotazione finanziaria per il Sea Modal Shift e per il Ferrobonus, attraverso uno stanziamento di 100 milioni di euro annui per ciascuna misura di stimolo al trasporto combinato strada-mare e strada-ferrovia. Secondo l'associazione riunitasi in assemblea a Roma, «nel 2022, anno in cui non è stato erogato l'incentivo Marebonus, si è assistito a un incremento del traffico dei camion su rete Anas del 4% rispetto al 2019, come è stato riportato dall'Osservatorio sulle tendenze della mobilità del Mit». L'augurio dell'associazione è che la politica contribuisca a sviluppare una «economia sana e competitiva», mentre invece, con la tassa sulle emissioni climalteranti (Ets – Emission Trading System) che entrerà in vigore il 1° gennaio 2024, «c'è il rischio che si debba applicare un Ets surcharge da parte di tutto il mondo del trasporto marittimo per andare a coprire la nuova tassa che peserà monto sulle tasche degli armatori», ha sottolineato il presidente di Alis, Guido Grimaldi. «Una vera super tassazione. L'aggravio di costi del trasporto marittimo potrebbe determinare un rischio di back shift modale, facendo fare all'Italia un balzo indietro di 30 anni, con un ritorno di milioni di camion sulle autostrade italiane e un preoccupante aumento dell'inquinamento e dell'incidentalità».