Il mercato dell’intelligenza artificiale vede sempre più attori sulla scena. E, come normale, ogni giorno arrivano proposte di modelli economici potenzialmente in grado di gareggiare con i big del settore, con OpenAI e Anthropic.
Questa è la volta del nuovo V4-Flash di Deepseek, società che i più ricorderanno perché già tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 aveva scosso il panorama dell’AI dimostrando di poter eguagliare o superare le prestazioni del modello statunitense OpenAI o1 spendendo appena 5,58 milioni di dollari per l’addestramento.
Come spiegato dall’azienda di ricerca Artificial Analysis, V4-Flash applicherebbe un costo di 0,14 dollari per un milione di token di input e 0,28 dollari per un milione di token di output. Sono prezzi molto bassi: una normale conversazione costa solo una frazione di centesimo.
A confronto, l’ultimo modello di Open AI Gpt-5.6 Sol richiede 5 dollari in input e 30 in output.
Quanto al prezzo medio di un test, Artificial Analysis ha stimato che eseguirlo con DeepSeek V4-Flash costa circa 3 centesimi di dollaro, mentre lo stesso test costerebbe 86 centesimi con Kimi K3 di Moonshot, 1,86 dollari con Gpt-5.6 Sol di OpenAI e 3,15 dollari con Claude Fable 5.
Con l’incalzare della concorrenza e prezzi e margini in assottigliamento Deepseek non è più un unicum: da Moonshot e MiniMax a Z.AI, per arrivare a ByteDance, quella dei modelli di AI low-cost è una strada sempre più battuta. A ultimo la big cinese Alibaba ha presentato Qwen3.8-Max, definendolo il suo sistema più avanzato di sempre e capace di posizionarsi dietro Claude Fable 5 di Anthropic. Secondo Bloomberg questo si avvicina a Kimi K3 di Moonshot: mentre Qwen dispone di 2,4 trilioni di parametri, Kimi ne ha 2,8. I parametri sono valori numerici che un modello di AI apprende durante l’addestramento e che utilizza per generare le risposte. In generale, un numero maggiore di parametri indica una maggiore capacità di rappresentare informazioni e schemi. Le aziende americane non li rendono noti.
Nel frattempo negli Stati Uniti l’azienda di Sam Altman, OpenAI, sta cercando di guadagnare terreno con mosse aggressive su prezzi e contratti, mentre la società di Dario Amodei, Anthropic, sta puntando più su sicurezza e su un approccio etico. Lo scontro è diventato più visibile quando si è intrecciato con il Pentagono e con decisioni di politica pubblica negli Stati Uniti, visto che Anthropic sta cercando di posizionarsi come opzione più prudente e controllata.
Entrambe le società dovrebbero quotarsi a Wall Street entro fine anno. E, nell’attesa di una regolamentazione più chiara da parte delle entità governative americane, entrambe hanno visto i propri sistemi porsi come serie minacce per la sicurezza: OpenAI ha rivelato che un suo agente autonomo ha aggirato un test di sicurezza e violato la piattaforma Hugging Face, mentre Anthropic ha ammesso che alcuni modelli Claude hanno raggiunto Internet da un ambiente di prova e, sfruttando credenziali deboli e servizi non autenticati, hanno compromesso tre organizzazioni. (riproduzione riservata)