I prossimi 3-5 anni saranno, per le banche e per le istituzioni finanziarie, un banco di prova della loro capacità di innovare per fare fronte ai sempre più ampi e veloci processi di cambiamento nelle tecnologie e nei mercati. Di fronte all’evoluzione tecnologica e alle innovazioni organizzative di nuovi player (start-up nel Fintech ma anche grandi piattaforme tecnologiche) il rischio di disintermediazione è crescente e in molti casi, soprattutto in Italia, il ritardo nei processi di innovazione è reale e concreto e arriva a minacciare la stessa sopravvivenza dei soggetti più deboli.
Il prossimo 11 maggio, nel Global Banking Forum istituito per la prima volta quest’anno da Eccellenze d’Impresa, Prometeia e Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa (Assbb), un folto gruppo di protagonisti del mondo bancario e finanziario affronterà i temi più rilevanti del nuovo scenario che si apre di fronte a noi. Uno scenario che già si presentava complesso nel recente passato ma che ha subito una forte accelerazione a causa dell’emergenza sanitaria che ha aggiunto pressione ai temi più urgenti. Tre le sessioni di lavoro del Forum: nella prima si affronteranno i temi dei cambiamenti in atto nel sistema bancario in un passaggio estremamente impegnativo che richiede da un lato di gestire una realtà di mercato connotata da bassa inflazione e tassi d’interesse vicini o pari allo zero, nuovi servizi e nuovi strumenti di investimento e risparmio; e dall’altro di accelerare i processi di digitalizzazione superando modelli non più attuali e gestendo le complessità della transizione sia sotto il profilo dell’organizzazione che delle tecnologie. La seconda sessione si focalizzerà sulle sfide tecnologiche per banche e istituzioni finanziarie in un quadro di sempre più intense innovazione e concorrenza. Il quadro competitivo diviene infatti ogni giorno più articolato e complesso, nuovi player entrano sul mercato con strumenti e servizi innovativi, mentre le grandi piattaforme tecnologiche puntano ad allargare a dismisura la loro capacità di gestire sistemi di pagamento e flussi di risparmio. Una penetrazione che, per molte banche, genera una minaccia esistenziale da affrontare con tempestività e crescente consapevolezza nelle direzioni di investimento da intraprendere. La terza sessione richiama un tema tra i più urgenti del periodo ma anche in prospettiva: la necessità di canalizzare crescenti flussi di risparmio verso il mondo delle imprese. Il risparmio degli italiani, già tradizionalmente elevato, nell’ultimo anno è ulteriormente salito per motivi precauzionali ed è oggi a livelli record. Se, anche a livello europeo, c’è chi spinge per un utilizzo, anche forzato, teso a coprire almeno una parte del maggior debito pubblico che l’emergenza ha generato, assai più sensata appare l’ipotesi di favorire, con strumenti adeguati, un maggiore afflusso di risparmio verso il sistema produttivo.
Da questo punto di vista gli strumenti finanziari disponibili mostrano diverse carenze, specie di tipo regolamentativo, ma anche connesse ai diversi trattamenti fiscali dei flussi di risparmio. Un tema importante, anche se non nuovo, che richiama non solo l’esigenza di introdurre strumenti innovativi adeguati alle nuove esigenze, ma anche di porre mano da parte pubblica all’opportunità di riequilibrio dei trattamenti fiscali riservati al capitale di rischio confrontato con i tradizionali strumenti di finanziamento del debito. Un tema che, in funzione dell’urgenza di rilancio dello sviluppo dopo la grande crisi che stiamo solo ora iniziando a superare, si rivela per l’economia italiana particolarmente attuale. (riproduzione riservata)