Il sudore è umano e la passione non conosce algoritmo, ma l’intelligenza artificiale è sempre più presente nel mondo dello sport. Dall’aiuto nella scelta delle traiettorie delle stone nel curling all’accordo tra la Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali) e alcune società AI per il recupero dall’infortunio di Federica Brignone, l’intelligenza artificiale ha giocato un ruolo da protagonista anche a Milano Cortina 2026.
Secondo Fortune Business Insights vale 1,22 miliardi di dollari il mercato dell’AI nello sport e durante il 2026 arriverà a 1,43 miliardi. Una crescita annua del 16,9% che porterà il settore, secondo stime, a valere 5,01 miliardi di dollari entro il 2034.
L’AI nello sport si presta a svariati utilizzi. Il Cio ad esempio ha lanciato Olympic Gpt, un chatbot con cui gli utenti possono dialogare per conoscere regole, risultati e curiosità sulle Olimpiadi. Anche i broadcaster si servono con sempre maggior frequenza dell’AI per generare gli highlight in automatico o offrire agli spettatori fermi immagine precisi e spettacolari.
Per quanto riguarda gli atleti, invece, l’intelligenza artificiale è usata per prevenire infortuni, ad esempio attraverso dispositivi indossabili, ottimizzare la performance sportiva e studiare strategie per ottenere risultati migliori.
«Ciò che accade in questi giorni sulle piste è solo l’anticipazione di ciò che vivranno le imprese nel prossimo futuro», spiegano Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori del progetto Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice e creatori della AI Week. «Lo sport è il laboratorio perfetto per l’innovazione», proseguono i due imprenditori: «Qui l’AI è misurabile: o migliori la performance oppure no. E quando funziona, diventa cultura, metodo, mentalità». La prima Olimpiade di una nuova era, insomma, in cui l’AI e la sua economia saranno protagoniste anche nello sport. (riproduzione riservata)