Due miliardi in più in un anno, per un totale di 33,4 miliardi di euro. Sono queste le cifre affluite nelle casse dello Stato nel 2024 grazie al lavoro dell’Agenzia delle Entrate. «Si tratta di una cifra record», ha detto il direttore dell’Agenzia, Vincenzo Carbone, «soprattutto se si considera che 26,3 miliardi derivano dal contrasto all’evasione fiscale» con la restante parte relativa ad altre irregolarità.
Nel 2024 crescono le somme versate spontaneamente dai cittadini. Secondo i dati presentati a Roma, il gettito relativo ai principali tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate ha raggiunto 587 miliardi, in crescita di 43 miliardi rispetto al 2023 (+8%). Gli incassi da misure straordinarie (come la rottamazione delle cartelle, i pagamenti residui derivanti dalla definizione delle liti pendenti e la vecchia pace fiscale) diminuiscono di oltre il 30% attestandosi, nel 2024, a 3,5 miliardi.
«Una buona notizia sul lavoro del governo nel contrasto all’evasione fiscale», ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio su X realizzato per commentare i risultati annuali dell’Agenzia delle Entrate, che sono stati ottenuti «anche grazie a specifiche norme introdotte da questo governo».
La premier ha poi ricordato l’approvazione della riforma del fisco «che l’Italia aspettava da oltre mezzo secolo: una riforma alla quale stiamo dando velocemente attuazione. Siamo già al 14esimo decreto legislativo, quindi decreto di attuazione, e che intende costruire un sistema tributario più equo e più moderno».
«Insomma vogliamo uno Stato che non opprima più famiglie e imprese ma che aiuti la società a crescere e a prosperare. Che creda il giusto per i servizi che eroga, che usi i soldi dei cittadini con lo stesso criterio che utilizzerebbe un buon padre di famiglia: senza sprechi. Questo è l’impegno che abbiamo preso con i cittadini e che intendiamo rispettare punto per tutto, con coraggio e con determinazione» ha concluso la premier.
Voglio condividere con voi una buona notizia sul lavoro del Governo nel contrasto all’evasione fiscale. Ascoltate. pic.twitter.com/uSMSu9NBWL — Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 18, 2025
Le attività anti-frode dell’Agenzia hanno assicurato, nel 2024, minori spese per 5,8 miliardi tra crediti fittizi, indebite compensazioni e rimborsi Iva non spettanti. Il contrasto a questo tipo di illeciti viene seguito tramite analisi di rischio e controlli preventivi. Sono state 6 mila le partite Iva “apri e chiudi” cessate nel 2024. «Qui si annida la vera evasione, un’attività alla quale daremo maggiore rilevanza anche nei prossimi anni», ha detto il direttore Vincenzo Carbone presentando i dati.
Un fenomeno toccato anche dalla premier Meloni nel suo discorso. «Abbiamo introdotto misure anche contro l’odioso fenomeno dell’attività apri e chiudi, ovvero quelle attività che eludono il fisco, aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando i contributi e poi riaprendo con un altro nome; un fenomeno che riguardava soprattutto gli extracomunitari. La chiusura d’ufficio quasi 6 mila attività è un risultato importante soprattutto per gli imprenditori onesti che subiscono la concorrenza sleale di queste attività».
Tornando ai numeri del 2024 condivisi dall’Agenzia delle Entrate, emerge che i 26,3 miliardi di recupero dell’evasione provengono principalmente da attività ordinarie (87%), che hanno consentito di incassare 22,8 miliardi di euro. Di questi, 12,6 miliardi sono stati versati dai contribuenti dopo aver ricevuto un atto, 5,7 miliardi a seguito di una cartella e 4,5 miliardi sono frutto delle attività di promozione della compliance.
I rimborsi fiscali sono aumentati di 2 miliardi nel 2024, attestandosi a quota 24,2 miliardi: poco meno di 21 miliardi sono andati alle imprese e 3 miliardi alle famiglie. «I rimborsi sono importanti per due aspetti: perché consentono alle imprese di sostenersi con proprie risorse, senza ricorrere alla finanza esterna e perché consentono alle famiglie di reimmettere nel circuito nuove risorse», ha proseguito Carbone.
Nel dettaglio, i rimborsi sono 3,8 milioni e l’Agenzia ha erogato 20 milioni di servizi ai contribuenti, di cui 5,7 milioni al telefono, 5,3 in ufficio e gli altri per video-chiamata, pec o altri canali online; il canale whatsapp risulta il più seguito della Pa e tra i primi a livello nazionale.
«Confermo l’impegno riformatore del governo per garantire un sistema fiscale certo, trasparente, semplificato. Non distorsivo per le attività economiche e funzionale alla crescita del Paese». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in un video-messaggio inviato alla presentazione dei risultati 2024 dell’Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione.
«Abbiamo uno stock di riscossione di 1.275 miliardi al 31 dicembre – ora probabilmente il numero è più alto – e dobbiamo affrontarlo» ha aggiunto il vice ministro dell’Economia, Maurizio Leo, parlando durante l’evento organizzato dall’Agenzia. «Abbiamo insediato una commissione per un due diligence, ci sono anche iniziative parlamentari, tutti coloro che possono dare un contributo per risolvere una tematica che ci affligge da tantissimi anni per noi diventa un elemento fondamentale».
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione (che svolge attività di riscossione coattiva dei tributi tramite la società per azioni Equitalia) ha incassato 16 miliardi lo scorso anno, con un aumento dell’8%, di cui 10,6 miliardi da attività ordinarie e 5,4 miliardi da misure straordinarie.
Per quanto riguarda gli enti affidatari, 8,9 miliardi sono stati riscossi per conto dell’Agenzia delle Entrate: 3,8 miliardi per l’Inps, 1 miliardo per conto dei Comuni e il resto per altri enti come Regione, Casse di previdenza, ministeri e Inail. Rispetto alle fasce di debito, il 57% delle somme (cioè oltre 9 miliardi) è stato versato da contribuenti con debiti superiori a 100 mila euro. (riproduzione riservata)