Le flotte aeree globali raddoppieranno nell’arco dei prossimi 20 anni, con poco meno di 50 mila aeromobili in servizio, tra cargo e passeggeri. Questo avverrà attraverso la consegna di 34 mila nuovi velivoli, di cui circa il 44% servirà per sostituire i modelli della generazione precedente.
È quanto emerge dall’Airbus Global Market Forecast 2025, un report sui trend di crescita dell’aviazione civile nel medio-lungo periodo intitolato «People and commerce driving air traffic growth».
Secondo la compagnia, nonostante le incertezze a breve termine, si confida in una crescita significativa della domanda di traffico aereo nei prossimi anni, grazie all’aumento del pil globale (+2,5%) e della popolazione urbana di circa 1,2 miliardi, nonché all’aumento di circa 1,5 miliardi di persone nella classe media globale, il gruppo demografico più propenso a volare.
In questo contesto, si evidenzia la crescita già registrata in alcune aree del mondo. Ad esempio, l’India è il Paese con il traffico aereo in più rapida crescita, con incrementi dell’8,9% nel traffico interno e del 5,8% verso i Paesi del Medio Oriente. L’Asia emergente segue la Cina (+8,5%) e il Medio Oriente con l'Asia emergente (5,3%). Tuttavia, nei mercati più maturi, la crescita maggiore si registra sulle rotte tra Europa occidentale e Medio Oriente, Europa centrale, Asia emergente e tra Medio Oriente e Stati Uniti, con un tasso del 3,8%.
Intanto Airbus sta lavorando per perseguire la sfida più importante per il futuro del gruppo: quella della decarbonizzazione. Come ha spiegato l’head of Italia Valerio Moro durante un incontro informale con la stampa svoltosi mercoledì 11 giugno, si tratta di una sfida che si intreccia a doppio filo sia con il «necessario rinnovo della flotta» del costruttore europeo sia con la volontà di «avere velivoli al 100% compatibili con carburanti sostenibili (saf, ndr)».
Nel frattempo il produttore è alle prese con i ritardi nelle catene di approvvigionamento:«È un percorso che stiamo ancora intraprendendo, la situazione è certamente migliorata rispetto al post-Covid ma c’è ancora molto lavoro da fare», ha detto Moro.
La società comunque appare cautamente fiduciosa di raggiungere il suo obiettivo per il 2025 di 820 consegne di aeromobili nonostante appunto i problemi nella catena di approvvigionamento che hanno portato a quasi 40 aeromobili completati fermi nei suoi stabilimenti in attesa di motori. (riproduzione riservata)