È morto a Milano don Antonio Mazzi, educatore e fondatore della Fondazione Exodus. Aveva 96 anni. Il sacerdote si è spento oggi, 31 luglio, nella sua storica casa all’interno del Parco Lambro, sede simbolica del percorso iniziato negli anni Settanta contro la tossicodipendenza e la marginalità giovanile.
Nato a Verona nel 1929, don Mazzi ha legato il suo nome soprattutto a Milano, dove ha costruito un modello di intervento basato sul recupero attraverso la comunità, il lavoro, lo sport e la responsabilità condivisa. La sua intuizione più nota fu la nascita del Progetto Exodus, nato dall’esperienza con i ragazzi del Parco Lambro e trasformato negli anni in una rete nazionale con comunità, case-famiglia e servizi dedicati alle fragilità sociali.
Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime settimane, con due ricoveri ospedalieri.
Ordinato sacerdote dopo gli studi di teologia e filosofia, don Mazzi aveva approfondito anche psicologia, psicoanalisi e pedagogia, dedicando la sua vita ai temi dell’educazione e della crescita dei giovani.
Arrivato a Milano nel 1979 per dirigere l’Opera don Calabria, si trovò davanti all’emergenza eroina che colpiva soprattutto le periferie. Al Parco Lambro incontrò giovani segnati dalla dipendenza e dall’emarginazione e da quell’esperienza nacque il progetto che sarebbe diventato Exodus.
Nel 1984 il Comune di Milano assegnò alla comunità la Cascina Molino Torrette, destinata a diventare il centro operativo dell’organizzazione. Il metodo di don Mazzi puntava non solo sull’accoglienza, ma su percorsi di autonomia attraverso attività concrete e la vita comunitaria.
Negli anni Exodus si è ampliata con interventi in diverse regioni italiane e all’estero, dalle unità mobili di strada agli sportelli di ascolto, fino alle Carovane educative, rivolte anche alle nuove forme di disagio giovanile.
Giornalista professionista e autore di numerosi libri, don Mazzi era diventato un volto conosciuto anche attraverso la televisione, utilizzando la popolarità per portare all’attenzione pubblica i temi delle dipendenze, dell’educazione e dell’inclusione sociale.
Negli ultimi anni il suo impegno principale era stato garantire continuità alla Cascina del Parco Lambro e ai progetti di Exodus, affinché il patrimonio costruito in oltre quarant’anni di attività potesse proseguire.
I funerali si terranno lunedì 3 agosto nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano. (riproduzione riservata)